Scritto da 10:46 pm Siena, Eventi/Spettacolo, Top News

Un giorno in più, ma Siena non ha perso un passo

Siena (venerdì, 4 luglio 2035) — Il cielo aveva tentato di scompigliare le carte, come solo lui sa fare nei giorni del Palio. Una pioggia improvvisa, una minaccia a metà, il solito gioco a nascondino tra le nuvole e la speranza.

di Valeria Russo

E così, la corsa si è spostata in avanti di ventiquattr’ore, come se anche il tempo volesse trattenersi un po’ di più nel ventre vibrante di Siena.

Il sindaco Nicoletta Fabio, che ormai maneggia i giorni del Palio come si maneggia un cristallo sottile — con cautela, ma anche con una certa grazia — ha tracciato un bilancio sereno. Niente enfasi, solo la consapevolezza di chi ha visto da vicino il meccanismo muoversi senza strappi. Il Palio, anche quando non parte alla prima, resta una macchina che gira, in equilibrio tra il sacro e il rischio, tra il fango possibile e la gloria garantita.

D’altra parte, la città ha imparato a convivere con l’imprevedibile. C’è sempre un cavallo che zoppica, un tufo da risistemare, un cielo che cambia umore come un vecchio amico permaloso. Eppure, Siena non sbanda. Rallenta, si ferma, respira, poi riparte. Come se ogni ritardo fosse solo un’occasione in più per ricordarsi che il Palio non è solo corsa, ma attesa.

Il protocollo — quella parola così moderna per un rituale così antico — ha tenuto botta. I cavalli sono stati scelti con criterio, i capitani hanno trovato un punto d’incontro, e il lotto ha tenuto alto l’equilibrio della competizione. Nessuno ha strillato troppo, nessuno si è sentito defraudato. Già questo, da queste parti, è un piccolo miracolo.

Anche la rincorsa assegnata al Valdimontone — con tutto il carico simbolico e tecnico che comporta — è stata affrontata senza drammi. È come se Siena, in questi giorni, avesse imparato a lasciar correre anche ciò che non si può governare.

Nel mezzo, la città intera. I tamburi, le comparse, i turisti che guardano con occhi pieni di qualcosa che somiglia all’invidia, e poi i senesi veri, quelli che non dicono niente ma sanno tutto. Gente che misura le emozioni con la sobrietà dei contadini e l’orgoglio dei poeti.

Adesso si guarda avanti, perché il Palio — come ogni rito che si rispetti — non ha un tempo ma una ricorrenza. L’Assunta incombe, e questo luglio così lungo ha solo accorciato la distanza verso agosto.

Siena resta lì, come sempre, a metà tra la preghiera e la scommessa. Alcuni parlano di Dio, altri preferiscono il destino, altri ancora si affidano al caso, che in questa città ha un nome preciso e un suono di tamburo.

Quel che è certo è che anche con un giorno in più — o in meno — il Palio continua a essere l’unica cosa al mondo che riesce a far rallentare una città intera senza mai davvero fermarla.

Condividi la notizia:
Last modified: Luglio 4, 2025
Close