Siena (martedì, 10 febbraio 2026) — Il paradosso sta tutto lì, sotto gli occhi di chi osserva la natura senza paraocchi: nel mondo animale i maschi esibiscono colori, forme, eccessi; nella storia europea l’uomo, a un certo punto, ha scelto il buio dell’abito scuro e la sobrietà come cifra identitaria.
di Valeria Russo
Da questa frattura prende avvio l’incontro in programma a Siena per l’International Darwin Day 2026, promosso dall’Accademia dei Fisiocritici e dedicato al libro di Daniele Derossi, Decidono le femmine. Evoluzione e bellezza maschile.
L’appuntamento è fissato per il 12 febbraio alle 17 nell’aula magna di piazzetta Silvio Gigli, con trasmissione in diretta sul canale YouTube Fisiocritici Siena. Dopo l’introduzione del presidente Giuseppe Manganelli, sarà lo stesso autore a guidare il pubblico attraverso un percorso per immagini, idee e cortocircuiti culturali.
Al centro del discorso c’è la selezione sessuale, la teoria con cui Darwin provò a spiegare perché la natura, talvolta, sembri preferire l’eccesso all’efficienza. Corna sproporzionate, piumaggi sgargianti, strutture ornamentali che non aiutano a sopravvivere ma servono a essere scelti. Un’ipotesi scientifica che incontrò resistenze profonde, più morali che biologiche, perché attribuiva alle femmine un ruolo attivo nella scelta, incrinando le certezze dell’epoca vittoriana.
Quegli stessi stereotipi, mostra il libro, hanno continuato a operare ben oltre i confini della scienza. Dalla fine del Seicento la moda maschile europea si fa sempre più misurata, scura, funzionale, mentre quella femminile resta carica di segni, ornamenti, visibilità. Una divisione che sembra naturale solo a forza di essere stata ripetuta.
La storia, però, racconta altro. I ritratti rinascimentali e le scene medievali restituiscono uomini colorati, decorati, pienamente partecipi del linguaggio dell’apparire. Anche nei maschi di Homo sapiens l’ornamento ha avuto a lungo un ruolo centrale, prima di essere archiviato come frivolo o sospetto.
L’incontro senese si muove proprio su questo crinale, dove l’evoluzione incontra l’estetica, la moda dialoga con il femminismo e la scienza diventa uno strumento per rileggere abitudini che sembrano eterne solo perché nessuno le interroga più. Uno spazio di riflessione aperto, con domande finali affidate al pubblico in sala e a chi seguirà online. Senza risposte facili, ma con qualche colore restituito al discorso.
Last modified: Febbraio 10, 2026


