Siena (martedì, 10 febbraio 2026) — Domenica 15 febbraio, alle 17, in via IV Novembre a Monteroni d’Arbia, la Pubblica Assistenza Val d’Arbia apre una porta nuova. Non è un taglio di nastro qualsiasi, ma l’inizio operativo dell’Ambulatorio Infermieristico Solidale, uno spazio pensato per riportare la sanità alla sua dimensione più elementare e necessaria: la prossimità.
di Valeria Russo
L’iniziativa nasce dentro una storia lunga, quella delle Pubbliche Assistenze, dove la cura non è mai stata solo un servizio ma una responsabilità condivisa. Qui prende forma come risposta concreta a un bisogno che cresce: avere un presidio sanitario accessibile, sostenibile, radicato nel territorio. Una sanità che non chiede di spostarsi, ma che resta.
Il progetto ha già attraversato un primo riconoscimento importante. Lo scorso novembre è stato premiato durante la convention nazionale “ConversAzioni”, organizzata da ANPAS a Lazise, nell’ambito del contest dedicato alle idee nate in rete. Un passaggio simbolico, ma decisivo, che ha trasformato un’intuizione condivisa in un impegno concreto.
Per Massimiliano Fioravanti, presidente della Pubblica Assistenza Val d’Arbia, quell’esperienza ha lasciato un segno preciso: l’energia della condivisione, la consapevolezza che prendersi cura degli ultimi significa, in fondo, prendersi cura di tutti. Da lì nasce un presidio che non promette miracoli, ma ascolto, orientamento, presenza qualificata per le persone più fragili e per le famiglie che faticano di più.
L’Ambulatorio Infermieristico Solidale sarà attivo come sportello di ascolto e orientamento il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 17 alle 18.30. L’attività sarà coordinata da personale medico e infermieristico volontario e offrirà servizi essenziali: controllo dei parametri vitali, misurazione della glicemia, iniezioni sottocutanee e intramuscolari, educazione sanitaria, accompagnamento e orientamento verso i servizi di cura e assistenza.
Per informazioni e richieste resta operativo anche lo Sportello Handy, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12. È una piccola stanza, ma con un’ambizione grande: dimostrare che la sanità di territorio non è uno slogan, ma una pratica quotidiana fatta di tempo, competenza e attenzione. Quando accade, la cura smette di essere distante e torna a essere umana.
Last modified: Febbraio 10, 2026


