Siena (lunedì, 26 gennaio 2026) — Il problema è noto da tempo, ma ora bussa con più insistenza alle porte della città. Siena attrae studenti, li forma, li racconta come parte della propria identità, poi spesso fatica a offrire loro un posto dove vivere senza trasformare l’esperienza universitaria in una corsa a ostacoli. La questione degli studentati non è più un tema tecnico per addetti ai lavori, ma un nodo urbano che riguarda tutti.
di Valeria Russo
L’appello lanciato dal rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra trova ora una sponda esplicita nel mondo dell’edilizia. Ance Siena raccoglie la sfida e lo fa senza retorica, leggendo nella richiesta dell’Ateneo non solo un bisogno contingente, ma un’occasione più ampia. Tenere gli studenti in città significa renderla viva, attraversata, abitata. Significa evitare che Siena resti bella ma vuota, curata ma silenziosa.
Per Giannetto Marchettini, presidente di Ance Siena, il punto è duplice e non si presta a scorciatoie. Da una parte l’Università ha bisogno di risposte concrete, perché senza alloggi adeguati la concorrenza di altre città diventa inevitabile. Dall’altra si apre uno spazio reale di lavoro e progettazione per il settore edilizio, che non riguarda solo i cantieri ma un’idea più ampia di sviluppo. Il tema, infatti, non è costruire di più, ma costruire meglio, recuperare ciò che già esiste, rimettere in circolo spazi oggi inutilizzati.
La parola che torna con maggiore insistenza è rigenerazione urbana. Non come formula di moda, ma come necessità quasi fisica. Siena è piena di immobili vuoti, edifici che hanno perso funzione e significato. Pensarli come residenze per studenti significa ridare loro un ruolo e, insieme, ridare respiro alla città. Un’operazione che chiede competenze, investimenti, tempi lunghi, ma anche una visione condivisa.
Da qui l’idea di allargare il tavolo. Università e imprese da sole non bastano. Servono enti locali, ordini professionali, una regia capace di tenere insieme interessi diversi senza disperderli. Marchettini lo dice con realismo: non esistono soluzioni immediate, né risultati che arrivano dall’oggi al domani. Ma esiste un momento giusto per cominciare, e rimandare ancora significherebbe perdere terreno.
Alla fine, il destinatario di tutto questo resta uno solo. Lo studente di oggi e quello di domani, che sceglie una città non solo per ciò che promette, ma per ciò che riesce davvero a offrire. Case accessibili, spazi dignitosi, una città che non si limita a ospitare, ma decide di accogliere. Siena è chiamata a scegliere se restare ferma a contemplare la propria bellezza o usarla come punto di partenza per tornare ad abitarsi.
Last modified: Gennaio 26, 2026


