Siena (mercoledì, 21 gennaio 2026) — Vent’anni non sono pochi, soprattutto se li passi a trasformare strade di campagna in un palcoscenico mondiale. Strade Bianche arriva alla sua ventesima edizione con la sicurezza di chi non deve più dimostrare nulla e, proprio per questo, continua a cambiare passo.
di Valeria Russo
La presentazione del Grande Weekend, ospitata a Milano negli spazi de La Rinascente affacciata su Piazza Duomo, ha avuto il tono delle cose ormai inevitabili: percorsi svelati, protagonisti annunciati, date fissate come chiodi nella stagione ciclistica.
Nel fine settimana dell’8 marzo, la corsa aprirà ufficialmente il ciclo delle classiche italiane del World Tour firmate RCS Sport. Il calendario prende forma a partire da venerdì 7 marzo, con la gara maschile e quella femminile, entrambe marchiate Crédit Agricole, per poi chiudersi domenica con la Gran Fondo Strade Bianche Estra. Tre giorni che non sono solo una sequenza di gare, ma una lenta occupazione del territorio, delle strade, dell’immaginario.
Il ciclismo, quando passa dalle Crete Senesi, cambia lessico. Diventa polvere, strappo, silenzio rotto dal respiro. Anche quest’anno gli sterrati restano il cuore del racconto, pur con qualche ritocco. La prova maschile si accorcia e si ferma a 201 chilometri, con quattordici settori di strada bianca che sommano poco più di sessantaquattro chilometri. La gara femminile scende a 131 chilometri, con due settori in meno rispetto allo scorso anno. Meno distanza, stesso carattere.
Tra i nomi attesi, quello che catalizza l’attenzione è ancora una volta Tadej Pogacar. Prima ancora di attaccare sui pedali, il campione sloveno lascerà un segno simbolico: il tratto di sterrato di Colle Pinzuto porterà il suo nome, come si fa con i luoghi che hanno visto qualcosa di memorabile. Accanto a lui, una lista che sembra un concentrato di classiche moderne: Van Aert, Del Toro, Alaphilippe. Sul fronte femminile, lo sguardo torna a Demi Vollering, vincitrice uscente, che l’anno scorso ha attraversato Piazza del Campo come si attraversa un traguardo che vale doppio.
Strade Bianche, però, non vive solo di cronache sportive. È un evento che si porta dietro numeri e conseguenze. La macchina economica è imponente: visibilità televisiva che supera il milione e mezzo di euro, ritorni per i partner che vanno oltre i nove milioni, strutture ricettive della Toscana già esaurite. La stima della ricaduta complessiva oscilla tra i settanta e i cento milioni di euro. Cifre che raccontano come una corsa, partita vent’anni fa quasi in sordina, sia diventata un volano stabile per il territorio.
Cresce anche la Gran Fondo, che è il lato democratico di questa storia. Gli iscritti sono saliti fino a quota 8.500, con i pettorali spariti in poco tempo. Agli amatori verrà consegnata una maglia bianca e nera, colori che richiamano Siena e che, per un giorno, fanno sentire tutti parte dello stesso racconto.
Il via simbolico arriverà giovedì 6 marzo, con la presentazione delle squadre alla Fortezza Medicea. Da lì in poi, Siena tornerà a essere attraversata da biciclette, lingue diverse, attese collettive. La città e il suo paesaggio non faranno da semplice sfondo, ma da materia viva della corsa. È questo, forse, il segreto di Strade Bianche: non limitarsi a ospitare il ciclismo, ma diventare ciclismo. Per tre giorni. E, ormai, da vent’anni.
Last modified: Gennaio 21, 2026


