Scritto da 9:20 pm Siena, Attualità, Top News

Ottant’anni di goliardia: siena torna studentessa per un giorno

Siena — Non serve attendere un anniversario per capire quanto la goliardia senese sia viva: basta osservare come gli studenti, ogni volta, ribaltano la città con la precisione di un rito e l’irriverenza di chi non ha niente da perdere. Le Feriae Matricularum tornano anche quest’anno, ottant’anni dopo il dopoguerra, e non per nostalgia: tornano per ricordare che Siena, quando vuole, sa ridere di sé meglio di chiunque altro.

di Valeria Russo

La città si prepara a una giornata che è insieme festa, parodia, celebrazione e autoironia. Venerdì 21 novembre, i goliardi dell’Università di Siena riporteranno in strada quella miscela di leggerezza e appartenenza che, da quasi un secolo, è il loro marchio di fabbrica.

Il programma prende il via a metà giornata, al Caffè Nannini della Conca d’Oro, dove avverrà la consegna dei passeggini destinati al momento più demenzialmente atteso: il Palio dei Passeggini. Una corsa inutile e gloriosa, fissata per le 17:30 tra Banchi di Sopra e — se la sorte lo concede — Piazza del Campo. Una gara che non ha alcun senso, e proprio per questo ne possiede uno perfetto.

Nel tardo pomeriggio il cortile del Podestà farà da cornice alla presentazione del volume che ripercorre gli ottant’anni delle Feriae Matricularum: un archivio di fotografie, aneddoti, nomignoli e piccole storie che si passano come eredità fra generazioni di studenti. Durante la serata, il celebre cartonato del Guidoriccio — protagonista di una recente parodia sul “furto” al Louvre — verrà battuto all’asta per sostenere l’associazione “A Piccoli Passi”. La goliardia, quando vuole, sa trasformare una presa in giro in un gesto di cura.

Alle 19:30 si torna al Nannini per l’aperitivo, preludio alla cena goliardica che scorrerà tra canti storici, brindisi e quella strana forma di allegria organizzata che solo chi è passato per l’università conosce davvero. Una serata fatta per durare, perché la goliardia non va mai a dormire presto.

A dirigere la compagnia quest’anno è il Principe Tommaso Paccagnini, chiamato da tutti “Pacca”, figura cerimoniale e regista del caos controllato della giornata. Al suo fianco una Balìa di sette membri con soprannomi che sembrano usciti da un fumetto underground: Strullio, Fipi, Mangianguille, Kinder, Jemba, Skipper e Luffy. Insieme custodiscono — e ogni tanto reinventano — una tradizione che appartiene alla città almeno quanto appartiene all’università.

Le Feriae Matricularum resistono, cambiano, inciampano, si rinnovano. Continuano a essere ciò che sono sempre state: una parentesi necessaria, un modo per ricordare che imparare non significa solo accumulare esami, ma anche ridere, provare, sbagliare, riconoscersi. E per un giorno, Siena torna a essere esattamente questo: una città in cui anche la serietà ha voglia di prendersi una pausa.

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Last modified: Novembre 20, 2025
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