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La stagione che trema: Čechov torna a Siena con le mani di Peter Stein

Siena (giovedì, 27 novembre 2025) — C’è un momento, nelle stagioni teatrali ben riuscite, in cui il sipario sembra trattenere il respiro più del pubblico. A Siena succede a fine novembre, quando “Sipario Rosso”, la rassegna diretta da Vincenzo Bocciarelli, accoglie sul palco dei Rinnovati un maestro che di quiete non ne ha mai avuta troppa: Peter Stein.

di Valeria Russo

È uno di quei registi che mettono ordine nel disordine del mondo solo per dimostrare, pochi minuti dopo, che il disordine è la sua forma naturale. Stavolta si misura con tre atti unici di Čechov, e già il titolo scelto – “Crisi di nervi” – suona come un programma di sala scritto da un medico stanco o da un poeta in luna storta.

Il pubblico troverà un’umanità che sragiona, barcolla, ride, si innamora, suda, protesta, si contraddice. Čechov la conosceva bene, e Stein sembra divertirsi a rimetterla in piedi per mostrarne l’imprevedibilità. Ogni atto è una piccola stanza della vita: in ognuna si entra con un passo incerto e se ne esce con una domanda in più, o con un sorriso storto, o con entrambe le cose.

Nel primo quadro, il duello più improbabile del teatro moderno si trasforma nel preludio a un amore inatteso, una specie di coreografia degli impulsi umani che si scontrano per poi abbracciarsi. Nel secondo, un oratore svelato nella sua miseria interiore prova a raccontarsi e finisce per smarrirsi in un labirinto di comicità involontaria. Nel terzo, un pretendente troppo agitato mette in scena una delle più notevoli marce nuziali al contrario, dove litigi, sospiri e piccole nevrosi si intrecciano come fili di una recita improvvisata.

Stein prende questi materiali fragili, li osserva come fossero vetri sottilissimi e poi li accende con quella sua luce severa e insieme affettuosa, lasciando ai suoi interpreti la libertà di vacillare, come se vacillare fosse la condizione essenziale dell’essere umano. La compagnia risponde con grazia e vigore, abituata com’è ai palcoscenici italiani più esigenti.

Le serate ai Rinnovati seguiranno il ritmo antico e fedele della città: venerdì e sabato a lume di sera, domenica con quella luce di metà pomeriggio che sembra fatta apposta per il teatro russo. Prima dello spettacolo del sabato, nel foyer, attori e regista incontreranno gli spettatori curiosi, in uno di quei momenti in cui Siena pare rimpicciolirsi e diventare un salotto comune.

A dar forma visiva a questo universo in subbuglio ci sono le scene misurate di Ferdinand Woegerbauer, i costumi sapienti di Anna Maria Heinreich e le luci di Andrea Violato, capaci di rendere il palco un luogo dove l’inquietudine diventa bellezza. La produzione è firmata da Tieffe Teatro e Quirino, due realtà che da tempo sostengono questa versione intelligente e irriverente del repertorio classico.

Chi vorrà lasciarsi travolgere da questo piccolo terremoto emotivo troverà tutte le informazioni necessarie sul sito dei Teatri di Siena, che quest’anno sembra deciso a ricordare a tutti quanto sia salutare una buona crisi di nervi, soprattutto se capita in platea, con le luci che si abbassano e Čechov che torna a giocare con noi.

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Last modified: Novembre 27, 2025
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