Siena (venerdì, 19 dicembre 2025) — Alla Provincia di Siena il cambiamento non arriva come un proclama, ma come una riorganizzazione paziente, costruita nel tempo e messa nero su bianco a partire dal 1° gennaio 2026. È un riassetto che prova a rispondere a una domanda che da anni attraversa le Province italiane: che cosa devono essere oggi, dopo tagli, riforme, riduzioni drastiche di personale e risorse.
di Valeria Russo
La risposta, almeno a Siena, passa da una struttura amministrativa ripensata e da un investimento sulle competenze interne. La presidente Agnese Carletti ha scelto di formalizzare questo percorso attraverso decreti presidenziali, al termine di un lavoro avviato già lo scorso anno con il ritorno alle assunzioni. Un segnale non scontato per un ente che, nel giro di pochi anni, aveva visto il proprio organico ridursi di oltre la metà.
La nuova macrostruttura riporta in organigramma una figura che per molto tempo era scomparsa: il direttore generale. Attorno a questo ruolo ruotano quattro settori, pensati per rendere più leggibile e funzionale l’azione dell’ente: Affari generali e partecipate, Finanziario, Trasporti, Viabilità e opere pubbliche con espropri ed edilizia. Non un aumento delle posizioni apicali, ma una loro redistribuzione, con l’obiettivo dichiarato di rendere l’amministrazione più rapida e più vicina ai territori.
Il messaggio politico è chiaro: dopo anni di sopravvivenza, la Provincia prova a rimettersi in cammino. Secondo la presidente Carletti, il tempo dei tagli indiscriminati ha lasciato ferite profonde, ma una gestione attenta delle risorse ha permesso di invertire la rotta. La riorganizzazione nasce così come un cambio di passo, non spettacolare, ma concreto, che punta a rafforzare settori chiave come quello del trasporto pubblico e a valorizzare professionalità già presenti all’interno dell’ente.
Il settore Affari generali e partecipate viene affidato a Christian Riccucci, che assume anche il ruolo di vice segretario generale. Al suo interno trovano spazio ambiti cruciali come patrimonio e demanio, la stazione unica appaltante, l’istruzione, la formazione e le pari opportunità. Il settore Finanziario resta sotto la guida di Stefano Mencucci, che coordina bilancio, gestione economica del personale, provveditorato, economato, assicurazioni e, novità significativa, l’area ICT.
Qui la Provincia prova a guardare avanti, inserendo l’innovazione digitale e la gestione dell’intelligenza artificiale come strumenti non solo interni, ma anche di supporto ai Comuni del territorio. In attesa di un nuovo dirigente selezionato tramite concorso pubblico, Mencucci assume anche l’interim del settore Trasporti, che comprende il trasporto pubblico locale e quello privato.
La viabilità e le opere pubbliche, insieme a espropri ed edilizia, fanno capo a Massimo Betti. È il settore più articolato, quello che tiene insieme progettazione, coordinamento della rete stradale, edilizia scolastica e pubblica, protezione civile, ambiente e pianificazione territoriale. Qui entra in organigramma anche il Bim, strumento necessario per la gestione di appalti sopra i due milioni di euro, segno di una struttura che vuole essere pronta a operare su interventi complessi. La segreteria generale resta affidata a Rita Candotto, con competenze che vanno dal contenzioso alla gestione giuridica del personale.
A ricoprire il ruolo di direttore generale sarà Marco Ceccanti, figura interna all’ente, con una formazione specifica nelle scienze delle pubbliche amministrazioni e un’esperienza trasversale maturata in molti settori. Dalla polizia provinciale, che ha guidato per anni, fino ai lavori pubblici, al trasporto pubblico locale, ai servizi informatici e assicurativi, Ceccanti porta con sé una conoscenza pratica delle complessità amministrative, maturata proprio dentro le Province, quelle stesse istituzioni che oggi cercano una nuova identità.
Questa riorganizzazione non arriva nel vuoto. È parte di un processo più ampio che ha visto la Provincia tornare ad assumere dopo un decennio di blocco. Solo nel 2024 sono entrati 48 nuovi dipendenti, un numero che equivale a tutte le assunzioni effettuate tra il 2013 e il 2023. Basti pensare che nel 2014 l’ente contava oltre quattrocento dipendenti, scesi a centosessanta nel 2022. Oggi l’organico risale a centottantaquattro unità, con nuove assunzioni previste anche per il 2026.
Non è una rivoluzione, ma una ricostruzione. Un tentativo di ridare struttura e senso a un ente che per anni è rimasto in bilico, chiedendo di essere più leggero e allo stesso tempo più presente. Siena prova a rispondere così: con una macchina amministrativa che torna a respirare, lentamente, ma con l’ambizione di tornare utile.
Last modified: Dicembre 19, 2025

