Siena (domenica, 25 gennaio 2026) — Ci sono feste che non si limitano a riempire una sera, ma provano a rimettere in circolo qualcosa di più sottile: l’entusiasmo, la voglia di stare insieme, quella sensazione infantile per cui, almeno per una notte, tutto può essere un po’ più leggero.
di Valeria Russo
A Piancastagnaio il Carnevale di quest’anno nasce esattamente da qui, dalle mani e dalle idee dei giovani delle quattro contrade, che hanno deciso di prendersi il tempo e lo spazio della festa e di farne un affare collettivo.
Sabato 7 febbraio il paese tornerà a vestirsi di musica e colori con un’edizione che guarda al passato senza nostalgia e al futuro senza timidezze. L’obiettivo dichiarato è semplice e ambizioso insieme: riportare allegria nel cuore della comunità, usando il linguaggio più diretto che esista, quello del ballo, delle maschere, delle notti che finiscono tardi.
La novità più evidente è l’alleanza con il Kartika Club di Santa Fiora, una realtà ben conosciuta e frequentata, chiamata a dare respiro e visibilità alla serata. Non un prestito di luci o di nomi, ma una collaborazione vera, pensata per allargare il pubblico e attirare anche chi, di solito, Piancastagnaio lo incrocia solo di passaggio. Un modo per dire che il Carnevale non è una faccenda per pochi, ma una porta aperta.
La festa avrà due tempi, come le storie raccontate bene. Il primo comincia alle otto di sera, quando ogni contrada accoglierà chi vorrà partecipare alla cena tradizionale, aperta a tutti e pensata come momento di ritrovo prima del salto nella notte. Il secondo tempo scatterà poco prima di mezzanotte, con il trasferimento collettivo allo Spazio Dante Cappelletti, l’ex bocciodromo che per una sera cambierà pelle e diventerà una grande pista da ballo.
Lì prenderà forma la notte vera, quella fatta di musica continua, tre dj, un vocalist, un angolo cocktail e un ritmo che accompagnerà la festa fino a tardi. L’ingresso sarà libero e nessuno sarà obbligato a mascherarsi, ma chi sceglierà di farlo avrà una ragione in più per giocare: sono previsti premi per le maschere singole e per i gruppi, valutati da una commissione esterna, chiamata da Acquapendente a garantire uno sguardo curioso e imparziale.
Dietro le luci e la musica, però, c’è un lavoro paziente. Il progetto dei giovani contradaioli ha trovato subito il sostegno del Magistrato delle Contrade e della Pro Loco, che hanno accompagnato l’organizzazione soprattutto nei passaggi meno visibili, quelli fatti di permessi, carte, dettagli necessari perché la festa possa davvero accadere.
È così che un Carnevale torna a essere quello che dovrebbe sempre essere: non solo un evento, ma un gesto condiviso. Un modo per dire che un paese vive anche quando decide di ballare insieme.
Last modified: Gennaio 25, 2026


