Siena (lunedì, 12 gennaio 2026) — Nella Sala delle Lupe il gesto è stato semplice, quasi dimesso: un’estrazione pubblica, qualche foglio, nomi che scorrono. Eppure il significato andava ben oltre la cerimonia. A Comune di Siena si è compiuto un passo concreto dentro il progetto Siena Senzabarriere.App: l’assegnazione gratuita di diciassette rampe mobili destinate alle attività del centro storico con accessibilità parziale.
di Valeria Russo
Un’iniziativa nata per ridurre, un gradino alla volta, quella distanza invisibile che spesso separa le città dalla loro promessa di essere per tutti. L’estrazione ha coinvolto le attività che avevano manifestato interesse; dove le candidature non bastavano, il sorteggio si è allargato all’insieme delle quarantasette realtà censite. Non un premio, ma uno strumento. Non una vetrina, ma una possibilità.
Le rampe, donate dall’associazione Luccasenzabarriere insieme al Rotaract Distretto 2071, valgono trecentocinquanta euro ciascuna. Ma il loro valore reale sta nell’uso: pronte quando servono, disponibili nel momento del bisogno, capaci di trasformare un ingresso difficile in un accesso possibile. Alla mattinata erano presenti, tra gli altri, l’assessora ai servizi sociali Micaela Papi e la Garante delle Persone con Disabilità Monica Barbafiera, insieme alle scuole coinvolte e ai rappresentanti delle associazioni promotrici.
Il progetto ha radici più profonde di una singola assegnazione. Nasce da uno screening articolato sull’accessibilità, legato al PEBA, che ha attraversato il centro storico in tre fasi: prima gli edifici pubblici e i luoghi della cultura, poi centinaia di attività commerciali e strutture ricettive, infine Contrade, Società e sedi museali. Un lavoro capillare, reso possibile anche dal contributo delle scuole superiori cittadine, che attraverso i percorsi PCTO hanno raccolto, ordinato e restituito dati oggi consultabili in tempo reale sull’app.
Le rampe assegnate migliorano l’accessibilità degli esercizi e, di conseguenza, il loro rating informativo all’interno dell’app. Ma soprattutto incidono sulla qualità dell’esperienza urbana: più autonomia, più inclusione, una fruizione meno selettiva dello spazio comune. È una città che si aggiusta senza clamore, che corregge i propri dislivelli con soluzioni pratiche.
Tra le attività assegnatarie delle rampe figurano esercizi di abbigliamento e calzature, saloni di parrucchieri, botteghe artigiane, gioiellerie, bar e ristoranti distribuiti lungo le principali vie del centro storico, da via dei Montanini a via Pantaneto, passando per Banchi di Sopra, via di Città, via di Camollia e piazza del Mercato. Nomi quotidiani, luoghi di passaggio, punti di incontro.
In fondo, l’idea è tutta qui: non cambiare la città con un annuncio, ma con piccoli dispositivi che restano. Rendere l’accesso un’abitudine. E ricordare che una comunità si misura anche da quanto è facile entrarci.
Last modified: Gennaio 12, 2026


