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Da Siena a via Nazionale, una carriera senza scorciatoie

Siena (venerdì, 30 gennaio 2026) — Paolo Angelini, senese, classe 1958, è il nuovo direttore generale della Banca d’Italia. Un approdo che non ha nulla dell’improvviso e molto della traiettoria lunga, costruita nel tempo, passo dopo passo, dentro le strutture dell’istituto centrale.

di Valeria Russo

Angelini entra in Banca d’Italia nel 1990 e da allora non ne esce più, attraversandone i gangli meno visibili ma più decisivi. Prima lo studio, poi l’analisi, infine la vigilanza. Una carriera che cresce all’interno, senza strappi, senza accelerazioni spettacolari, seguendo la logica severa delle competenze riconosciute.

La formazione parte da Siena, con una laurea in Economia conseguita con lode nel 1986. Subito dopo si apre la stagione internazionale: Kansas University grazie a una borsa Fulbright, poi Brown University, dove Angelini affianca allo studio l’attività di assistente all’insegnamento. Qui arrivano un master in Economia e, nel 1994, il dottorato. Un percorso sostenuto anche da borse della Banca d’Italia e dell’Ente Einaudi, a conferma di un profilo già allora considerato promettente.

Rientrato stabilmente in Bankitalia, lavora per oltre vent’anni nel Servizio Studi, all’interno dell’area monetaria e finanziaria. Tra il 1998 e il 2003 guida l’Ufficio Analisi Monetaria, in anni in cui la parola stabilità comincia a caricarsi di significati sempre più complessi. Dal 2011 contribuisce alla nascita della Segreteria tecnica per l’Eurosistema e la stabilità finanziaria, una struttura che diventerà presto uno snodo centrale nell’architettura di controllo del sistema.

Il profilo si consolida anche sul piano europeo. Angelini partecipa ai lavori del Comitato europeo per il rischio sistemico e del Comitato per la stabilità finanziaria della Banca centrale europea, portando l’esperienza italiana dentro una dimensione di vigilanza sempre più integrata.

Dal 2014 al 2019 ricopre il ruolo di vice capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria, per poi diventarne capo dal luglio 2019 all’aprile 2021, dopo la nomina a funzionario generale. Nell’aprile 2021 entra nel direttorio e assume l’incarico di vice direttore generale. Oggi, la nomina a direttore generale chiude un cerchio che, in realtà, appare più come una linea continua che come una scalata.

Sposato, con un figlio, Angelini porta con sé un profilo lontano dalla retorica del banchiere-star. La sua è una storia di studio, di apparati, di responsabilità tecniche. Una storia che parte da Siena e arriva al vertice di una delle istituzioni più delicate del Paese, senza mai cambiare tono.

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Last modified: Gennaio 30, 2026
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