Scritto da 4:27 pm Siena, Attualità, Cultura

Formazione, lingue e accoglienza: un patto che continua

Siena (venerdì, 30 gennaio 2026) — Il rinnovo del Protocollo d’Intesa tra l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e l’Università per Stranieri di Siena non arriva per inerzia amministrativa, ma come conferma di un esperimento riuscito. Tre anni di lavoro condiviso hanno mostrato che sanità e cultura, se smettono di guardarsi da lontano, possono diventare parti dello stesso discorso pubblico. Un discorso che tiene insieme welfare, formazione, competenze linguistiche e qualità della cura.

di Valeria Russo

L’accordo, rinnovato per altri tre anni, nasce da risultati misurabili e da una convinzione semplice: in un ospedale che accoglie persone provenienti da storie, lingue e geografie diverse, la comunicazione non è un accessorio, ma una componente essenziale della relazione di cura. Mettere in circolo saperi linguistici e culturali significa migliorare il lavoro quotidiano di chi opera nei reparti e, allo stesso tempo, rendere meno opaco il passaggio dei pazienti dentro un sistema complesso.

La collaborazione ha prodotto iniziative che hanno superato il perimetro della formazione tradizionale. Tra queste, il laboratorio teatrale Le storie degli altri ha rappresentato un passaggio emblematico: un luogo non convenzionale in cui i dipendenti hanno potuto riflettere, attraverso il linguaggio della scena, sulle dinamiche della mediazione culturale, sull’ascolto, sugli equivoci che nascono quando le parole non coincidono. Un’esperienza partecipata, capace di restituire senso a ciò che spesso resta implicito nel lavoro sanitario.

Il cuore dell’accordo resta però l’investimento sulle competenze linguistiche del personale. Negli ultimi tre anni la formazione è stata costruita con metodo, a partire da test di ingresso e da percorsi calibrati sui livelli reali dei partecipanti. Il Centro per le Lingue Straniere CLASS dell’Università per Stranieri ha attivato corsi di inglese, tedesco, spagnolo, francese, coreano e cinese, coinvolgendo complessivamente 237 dipendenti dell’Aou Senese. Un dato che racconta una domanda diffusa, non episodica.

La progressione dei corsi, con l’attivazione di livelli successivi per tedesco e spagnolo, segnala un altro elemento significativo: la continuità. Non un assaggio, ma un percorso che cresce nel tempo e che viene riconosciuto come utile, al punto da spingere decine di dipendenti a proseguire la formazione fino ai livelli più avanzati.

Accanto alle aule e ai laboratori, il Protocollo continua a sostenere attività di mediazione linguistico-culturale, revisione e traduzione di testi istituzionali, progetti di ricerca applicata e iniziative dedicate all’accoglienza dei pazienti internazionali o con difficoltà linguistiche. Azioni che lavorano in silenzio, senza clamore, ma che incidono direttamente sull’accessibilità dei servizi e sulla qualità dell’esperienza di cura.

In una fase storica segnata da chiusure identitarie e semplificazioni brutali, il fatto che un ospedale e un’università scelgano di investire insieme sull’apertura linguistica e culturale ha un valore che va oltre i numeri. È un messaggio pratico, non retorico: la cura, per funzionare davvero, deve saper parlare più lingue. E soprattutto deve continuare ad ascoltare.

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Last modified: Gennaio 30, 2026
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