Scritto da 10:39 am Siena, Attualità, Cronaca

Colle e Nova Gorica, due città che si parlano guardando al futuro

Siena (lunedì, 19 gennaio 2026) — Ci sono città che crescono per accumulo e altre che crescono per sottrazione. Colle di Val d’Elsa appartiene alla seconda categoria: ha perso fabbriche, rumori, turni di lavoro, e in quello spazio lasciato libero ha cominciato a interrogarsi su cosa diventare. Oggi, quel lavoro lento e spesso invisibile riceve un riconoscimento europeo che non ha il tono dell’annuncio trionfale, ma quello più serio delle cose che durano.

di Valeria Russo

Colle di Val d’Elsa è tra le città selezionate dal programma City-to-City Exchanges dell’European Urban Initiative, iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea che mette in dialogo amministrazioni urbane chiamate a reinventarsi. Il progetto si intitola Nova Gorica – Colle: New Approach to Urban Planning, e già nel nome suggerisce l’idea di un cantiere aperto più che di una ricetta pronta.

Il partenariato con Nova Gorica, Capitale Europea della Cultura 2025, nasce da una consonanza profonda. Due città di confine, in senso geografico e simbolico, che hanno imparato a convivere con la trasformazione e ora scelgono di farne metodo. Al centro dello scambio ci sono parole che spesso rischiano di diventare slogan, ma che qui tornano al loro peso specifico: rigenerazione urbana, riuso degli spazi, consumo di suolo zero, partecipazione.

Per Colle è un passaggio cruciale. Dopo il lungo tramonto del manifatturiero, la città sta tentando di ricucire le proprie parti: il centro storico, le aree residenziali, le ex zone industriali, soprattutto lungo il fiume Elsa, che da confine fisico può tornare a essere asse narrativo e urbano. La cultura, in questo disegno, non è un ornamento ma una leva. Serve a rimettere in moto luoghi, relazioni, immaginari.

Lo scambio con Nova Gorica permetterà di osservare da vicino modelli di rigenerazione guidati dalla cultura e da forme avanzate di governance partecipata. Non un semplice confronto di buone pratiche, ma un lavoro condiviso che porterà alla stesura di un Manifesto congiunto, a un documento metodologico e a una roadmap capace di orientare collaborazioni future, anche oltre questo progetto.

Il percorso sarà concreto. Sono previste due visite di scambio, una in Valdelsa e una in Slovenia, con amministratori, tecnici ed esperti chiamati a camminare nei luoghi della trasformazione, a misurarne le criticità, a progettare strumenti comuni. Più che convegni, esercizi di realtà.

In questo contesto, il sindaco Piero Pii ha letto il bando come una conferma del lavoro svolto negli ultimi anni per attrarre risorse e costruire una visione che tenga insieme sviluppo urbano e cultura. Un riconoscimento che rafforza la dimensione europea del percorso avviato con Colle 2028 e che accredita la città come laboratorio di politiche urbane innovative.

In fondo, il senso di questa alleanza sta tutto qui. Due città che non si limitano a raccontarsi, ma provano a imparare l’una dall’altra. Due città che sanno che il futuro non arriva da solo, va accompagnato. E che, per farlo, servono meno certezze e più scambi.

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Last modified: Gennaio 19, 2026
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