Scritto da 12:33 pm Siena, Attualità, Top News

Undici volte, ma mai una uguale all’altra

Siena (giovedì, 17 luglio 2025) — Ci sono numeri che si allineano, come le stelle. E poi ci sono quelli che vibrano, perché non sono un punto d’arrivo. Undici, ad esempio. Per qualcuno è leggenda, per altri è il punto esatto in cui ricominciare.

di Valeria Russo

L’undicesima vittoria non l’ha fermato neppure per un istante: è scivolata via come polvere al vento, lasciando spazio a un desiderio che corre ancora più veloce.

Ha vinto con l’Oca, lo scorso 3 luglio. Ma non si è voltato indietro. Nessuna celebrazione, nessun applauso cercato. Rimane soltanto il tufo ancora vivo sotto i piedi e l’eco di un’altra corsa all’orizzonte, quella di agosto, dove tutto riparte come se nulla fosse già accaduto.

Nel tempo si sono contati i suoi passi come si contano quelli dei grandi. C’è chi ha scritto il proprio nome con inchiostro eterno: Degortes, Bruschelli. Tredici, quattordici. Ma Tittia non li guarda come traguardi. Li vede come alture da cui passare, se verrà il vento giusto.

Non cerca la rivalsa. Nemmeno la vendetta contro gli anni storti, quelli in cui la sorte non ha dato una mano. Ogni corsa, per lui, è intera. Ogni vittoria, una conferma di una necessità più che di un obiettivo. Sta lì perché non potrebbe essere altrove.

Per la carriera dell’Assunta le voci si rincorrono. Sei contrade potrebbero aprirgli le porte, o forse nessuna. Ogni accordo è un equilibrio sottile tra uomini, cavalli, tempi. Tartuca, Drago, Giraffa, Aquila, Leocorno, Onda. Con alcune c’è una lunga storia, con altre il rispetto. Ma la scelta, come sempre, dipenderà da ciò che si crea. Non da ciò che c’è stato.

E intanto in scuderia i cavalli respirano. Diodoro è tornato in forma, Viso d’Angelo non è da meno. Due presenze pronte, due carte da giocare. Ma ciò che spera davvero è altro: un lotto di qualità, nomi importanti, rivali forti. Perché il Palio è più bello quando il rischio è alto, quando vincere ha un senso pieno.

In fondo, tutto si riduce a una corsa. Ma per chi la vive come lui, quella corsa vale quanto un’intera stagione della vita. E undici vittorie non sono un’eredità da conservare. Sono solo un modo per dire: non ho ancora finito.

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Last modified: Luglio 17, 2025
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