Siena (lunedì, 9 febbraio 2026) — Dire che Siena, pur essendo una città universitaria, non sia attrattiva per i giovani significa accettare una contraddizione che pesa come una resa. È da questa frattura che parte la riflessione degli Under 30 della provincia, che tornano a chiedere alla città qualcosa di molto semplice e insieme decisivo: condizioni reali per restare.
di Valeria Russo
Per Matteo Galasso, referente del gruppo Under 30, il problema non è di immagine ma di struttura. Una città che fonda una parte consistente della propria identità sull’università non può permettersi vuoti così evidenti. Mancano luoghi di intrattenimento accessibili, mancano residenze universitarie adeguate, mancano spazi dove incontrarsi, studiare, lavorare insieme. Non dettagli, ma elementi che determinano la qualità della vita di chi sceglie Siena come tappa formativa e, potenzialmente, come luogo in cui costruire il proprio futuro.
Il rischio, sottolineano i giovani, è quello di una città che continua a raccontarsi come universitaria mentre smette di funzionare come tale. Le carenze non restano confinate alla sfera sociale, ma producono effetti economici diretti, rallentano lo sviluppo, allontanano energie e competenze. Siena, in questa lettura, rischia di perdere tempo prezioso proprio mentre dovrebbe investire su chi la vive ogni giorno.
Non è una denuncia nuova. Il gruppo Under 30, già in passato, aveva indicato criticità e avanzato proposte, chiedendo una rilettura evolutiva della città e del territorio. Ma il bilancio, a oggi, resta amaro. La sensazione diffusa è quella di una sordità istituzionale che finisce per alimentare disaffezione e distacco.
Tra le proposte concrete torna con forza il tema del recupero degli edifici comunali inutilizzati. Spazi da trasformare in sale studio, coworking, luoghi culturali, da affidare a realtà giovanili in un’ottica di responsabilizzazione e partecipazione. Non concessioni simboliche, ma strumenti per rendere i giovani parte attiva di un processo di rilancio dell’attrattività urbana.
Come Under 30 Azione Siena, l’appello è diretto all’amministrazione comunale. Serve maggiore sensibilità, ma soprattutto un dialogo strutturato con l’università e con il DSU, per individuare criticità e priorità d’intervento sui problemi che toccano studenti e giovani residenti. Senza questo confronto, avvertono, Siena rischia di restare una città che studia il passato e dimentica il presente.
Il punto non è trattenere i giovani a tutti i costi. È evitare che se ne vadano per mancanza di spazio, di ascolto, di possibilità. In una città che ha fatto della conoscenza la propria storia, ignorare questa richiesta sarebbe un paradosso difficile da spiegare.
Last modified: Febbraio 9, 2026


