Siena (martedì, 10 febbraio 2026) — Ritratti in Piazza cambia passo e allarga il respiro. Alla consueta scenografia di Piazza del Campo si affianca, quest’anno, Piazza del Duomo, come se il progetto avesse deciso di uscire dall’abitudine e misurarsi con una seconda prospettiva. Il risultato è un raddoppio che non è solo logistico, ma simbolico: più spazio, più incontri, più città.
di Valeria Russo
Giovedì 14 e venerdì 15 maggio, gli studenti del Liceo artistico Duccio di Buoninsegna porteranno cavalletti, fogli e matite nel cuore monumentale di Siena, trasformando due piazze in un unico laboratorio diffuso. È la quarta edizione di un’iniziativa che ha imparato a stare in mezzo alle persone senza filtri, facendo dell’atto più semplice dell’arte, il ritratto, uno strumento di relazione.
Due classi dell’indirizzo di arti figurative bidimensionali lavoreranno in contemporanea. Da una parte il Campo, dall’altra il Duomo. In mezzo, cittadini e visitatori che accettano di fermarsi, sedersi, essere osservati. Il tempo necessario per un volto, una postura, un dettaglio che emerge. Alla fine, il disegno passa di mano in mano e diventa un dono, non una performance.
Il progetto si muove dentro le politiche giovanili del Comune di Siena e nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. È un’esperienza che esce dalla dimensione scolastica e si misura con la città vera, quella che guarda, commenta, partecipa. In caso di maltempo, il gesto non si interrompe: il loggiato di piazza Jacopo della Quercia e il Cortile del Podestà offriranno riparo, senza tradire lo spirito dell’iniziativa.
L’assessora alle politiche giovanili Micaela Papi ha sostenuto il raddoppio come scelta coerente: mettere i giovani nelle condizioni di esporsi, di provare, di mostrarsi senza protezioni superflue. Non come comparse, ma come presenze attive nello spazio pubblico. Il successo delle edizioni precedenti lo dimostra: il disegno dal vivo funziona perché rallenta lo sguardo e riattiva il dialogo.
Siena, per due giorni, si concede il lusso di farsi guardare negli occhi. Due piazze, lo stesso gesto paziente. Una matita che prova a trattenere qualcosa prima che passi oltre.
Last modified: Febbraio 10, 2026


