Siena (giovedì, 15 gennaio 2026) — Non è un viaggio, è una traiettoria. Parte dalle aule di un’università cinese, attraversa cerimonie lente e simboliche, approda in spazi dove l’arte smette di essere memoria e diventa progetto. In queste settimane Carlo Pizzichini ha disegnato un percorso che tiene insieme Siena e la Cina, l’eredità dell’arte europea e la vitalità di un Oriente che non chiede di essere imitato, ma incontrato.
di Valeria Russo
La prima tappa è stata la Shandong University of Art, durante una cerimonia che aveva il passo solenne delle occasioni rare. Qui è stato conferito il diploma e la spilla di membro corrispondente dell’Accademia delle Arti del Disegno al pittore Xu Qingfeng, figura centrale del panorama artistico cinese contemporaneo. Un gesto che non è stato solo onorifico, ma dichiarativo: la tradizione, se vuole restare viva, deve assumersi la responsabilità di essere condivisa. La storia dell’Accademia fiorentina, la più antica al mondo, è risuonata non come reliquia, ma come impegno a dialogare con il presente globale.
Dopo l’incontro con studenti e docenti e una visita ai dipartimenti, il viaggio è proseguito verso Chongqing, città con cui Pizzichini lavora da anni. Qui l’arte incontra la scala urbana e l’economia creativa diventa linguaggio quotidiano. Alla 1949 Art Street, spazio che intreccia teatro, memoria storica e progettazione culturale, il confronto con Meifeng ha aperto nuove ipotesi di collaborazione. Non un museo immobile, ma un organismo che usa il passato come materiale da costruzione per il futuro.
Sempre a Chongqing, nella cornice della Global Lounge, si è inaugurata la mostra conclusiva del progetto Let’s Create! Global creative masters in Chongqing. Settanta opere nate dall’incontro tra artisti italiani e maestri del patrimonio immateriale Bayu, capaci di trasformare oggetti quotidiani, gioielli e arredi in forme nuove, senza cancellarne l’origine. Un lavoro avviato nella primavera del 2025 e concluso con il lancio di un nuovo workshop creativo internazionale, a conferma che la collaborazione non è un episodio, ma un metodo.
Il percorso si chiude, almeno per ora, con uno sguardo già rivolto in avanti. All’orizzonte c’è il dialogo con il Terra di Siena Film Festival e con il Festival della tecnologia cinematografica di Chongqing. Al centro, un tema che attraversa ogni confine: l’intelligenza artificiale come nuova soglia dell’arte e della cultura condivisa. Non una minaccia, ma una domanda aperta. Come tutte quelle che nascono quando due mondi smettono di guardarsi da lontano e decidono, finalmente, di parlarsi.
Last modified: Gennaio 15, 2026


