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Siena si mette la maschera, ma lo fa sul serio

Siena (lunedì, 9 febbraio 2026) — Siena, per qualche giorno, cambia passo. Non accelera, non corre: gioca. E lo fa occupando lo spazio che conosce meglio, quello delle piazze, dei cortili, delle logge, come se il centro storico fosse una grande stanza comune in cui tornare bambini senza doverlo spiegare a nessuno. Si chiama Mi ci gioco la maschera ed è il Carnevale diffuso che, dal 12 al 17 febbraio, ridisegna la città come un palcoscenico a cielo aperto, tra musica, teatro, danza e piccole sorprese quotidiane.

di Valeria Russo

L’idea è semplice e ambiziosa insieme: restituire il Carnevale alla sua dimensione più autentica, quella dell’esperienza condivisa. Non un evento da guardare, ma qualcosa in cui entrare. Bambini, famiglie, ragazzi, adulti, chi passa e chi resta. Tutti dentro, nessuno escluso.

Si comincia giovedì 12 febbraio, giovedì grasso, quando Piazza del Campo e il Cortile del Podestà diventano un laboratorio di colori, mani sporche di trucco e storie che prendono forma. Mi ci gioco i colori accende il pomeriggio a partire dalle 16, con camerini improvvisati per grandi e piccoli, giochi di legno della tradizione toscana davanti al Palazzo Pubblico e un’installazione che intreccia racconto e immaginazione.


Alle 17 il Cortile del Podestà si apre a una sfilata che vale più di molte parole: una passerella inclusiva, costruita insieme alle associazioni che lavorano ogni giorno sul teatro e sulla creatività con ragazze e ragazzi con disabilità. Intanto Fonte Gaia si trasforma in pista, tra musica, balli e dj set, mentre dalle 16.30 le vie del centro vengono attraversate dai buskers: giocolieri, danzatori, bolle di sapone che durano il tempo di uno sguardo.

Sabato 14 febbraio il Carnevale cambia tono ma non intensità. Diventa sorriso, incontro, presenza. Alla Casa di Riposo Campansi, dalle 16.30, l’animazione di Mi ci gioco il sorriso porta il gioco dove spesso il tempo scorre più lento. La sera, invece, la città torna a vibrare: dalle 21.30 a mezzanotte, alle Logge del Papa, la musica prende il comando con il dj set di Maurizio Morgantini e la Combriccola del Disco.

Sempre sabato 14, alle 21, il Carnevale incontra il teatro nel suo luogo naturale. Ai Rinnovati va in scena Gli innamorati di Carlo Goldoni, spettacolo del cartellone Sipario Rosso, con repliche anche venerdì 13 alle 21 e domenica 15 alle 17. San Valentino, qui, non ha bisogno di cuori di cartone: bastano le parole giuste, dette bene.

Il finale arriva martedì 17 febbraio, martedì grasso, ed è una piccola festa dentro la festa. Mi ci gioco la maschera – Giostra di musica e teatro prende forma tra Piazza del Campo e Fonte Gaia a partire dalle 16.30. La Commedia dell’Arte torna a farsi gioco e racconto con Arlecchino e Peppe Nappa messaggeri d’amore e pace, firmato da Yannis Hott e Mario Mattia Giorgetti. Poi, dalle 17.30, la musica dal vivo di Roberto Scozzi, in arte Anonimo Italiano, accompagna il pubblico fino a sera, con repliche alle 18 e alle 19.

A tenere insieme questo Carnevale diffuso è la visione di Vincenzo Bocciarelli, direttore artistico dei Teatri di Siena, che ha immaginato una città capace di giocare senza perdere la propria misura. Una Siena che, per qualche giorno, indossa la maschera non per nascondersi, ma per riconoscersi meglio.

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Last modified: Febbraio 9, 2026
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