Scritto da 5:18 pm Siena, Cronaca, Politica

Risiko bancario, un nome in più nell’indagine

Siena (lunedì, 9 febbraio 2026) — L’inchiesta sul risiko bancario che intreccia Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca aggiunge un nuovo tassello. La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Stefano Di Stefano, dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze e componente del consiglio di amministrazione di Mps dal 2022. L’ipotesi di reato è insider trading, una parola che nei palazzi della finanza pesa sempre più dei numeri.

di Valeria Russo

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sul contenuto del telefono cellulare di Di Stefano, sequestrato dalla Guardia di finanza di Milano lo scorso novembre. Da quell’analisi sarebbero emersi elementi ritenuti rilevanti per ricostruire operazioni compiute in una fase delicata, quando il mercato osservava con attenzione l’Ops su Piazzetta Cuccia e ogni movimento aveva il sapore dell’anticipazione.

Secondo gli accertamenti, Di Stefano avrebbe acquistato azioni Mediobanca e Mps per un controvalore complessivo di circa centomila euro in un periodo prossimo all’offerta pubblica di scambio. Un’operazione che, sempre secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe prodotto un guadagno contenuto, qualche migliaio di euro. Non cifre clamorose, ma sufficienti a sollevare una questione di metodo, più che di entità economica.

Il contesto resta quello di un sistema bancario in trasformazione, dove le operazioni strategiche si accompagnano a un’attenzione crescente sulla correttezza dei comportamenti individuali. Proprio mentre Mps lavora alla revisione del proprio statuto, con l’obiettivo di rendere la governance più flessibile e superare i limiti ai mandati, resta sullo sfondo il nodo dell’autorizzazione della Banca Centrale Europea, passaggio ancora non concluso.

Il profilo di Di Stefano è quello di un tecnico di lungo corso. Laureato in Economia alla Luiss di Roma, ha attraversato esperienze bancarie e un passaggio nell’Iri, prima di lavorare in Invitalia tra il 2000 e il 2009. Anni dedicati alla valutazione di investimenti, al monitoraggio delle partecipazioni e alla gestione di strumenti pensati per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in crisi. Un curriculum costruito dentro i meccanismi dello Stato azionista, dove le informazioni non sono mai neutre.

Ora la vicenda entra nella sua fase più delicata. Non quella delle operazioni finanziarie, ma quella della verifica giudiziaria. In un risiko che si gioca su equilibri sottili, anche una manciata di azioni può diventare un segnale. E ogni segnale, quando passa sotto la lente della Procura, smette di essere un dettaglio.

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Last modified: Febbraio 9, 2026
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