Scritto da 7:10 pm Siena, Attualità, Cultura

Siena, l’università resta in alto

Siena (giovedì, 22 gennaio 2026) — Le classifiche, si sa, sono quelle cose che nessuno ama davvero ma che tutti, alla fine, vanno a guardare. Un po’ come gli esami del sangue. E anche quest’anno l’Università di Siena esce con valori stabili, rassicuranti, da ateneo che non ama gli strappi ma pratica con ostinazione la continuità.

di Valeria Russo

Nella graduatoria del Times Higher Education si colloca ancora una volta nella fascia tra la 351ª e la 400ª posizione mondiale, confermandosi tra le prime venti università italiane. Un risultato che la mette sullo stesso gradino di Pisa, con una nota in più sul fronte dell’attrattività internazionale e della qualità dell’insegnamento.

Non è un balzo spettacolare, non è una caduta rovinosa. È piuttosto la fotografia di un’istituzione che tiene la rotta, mentre il mare dell’università globale è sempre più affollato e rumoroso. Il punteggio complessivo, tra 49,9 e 51,5, racconta di un equilibrio faticosamente costruito tra didattica, ricerca e apertura verso l’esterno. Un equilibrio che, nel tempo, è diventato una cifra riconoscibile.

Intanto, dentro le mura accademiche, la vita quotidiana continua con problemi molto meno astratti delle classifiche. Il rettore Roberto Di Pietra torna a chiedere notizie sulla nuova mensa universitaria, un edificio annunciato e poi scomparso nel silenzio amministrativo. Da tempo l’ateneo attende di capire quali siano le intenzioni del Dsu, perché anche il prestigio internazionale, a un certo punto, passa da un piatto caldo e da un posto dove sedersi.

A difendere il valore del sistema universitario toscano interviene l’assessora regionale Cristina Manetti, che parla di poli di eccellenza riconosciuti nel mondo, capaci di attrarre studenti e ricercatori e di restituire al territorio investimenti, competenze, futuro. Un discorso istituzionale, certo, ma che trova conferma in numeri difficili da liquidare come semplice propaganda.

Se si guarda alle altre classifiche, Siena continua a comparire con una regolarità quasi ostinata. Nel ranking Censis 2025 degli atenei medi conquista il terzo posto assoluto, primo in Toscana, migliorando la posizione dell’anno precedente e brillando soprattutto sul fronte dell’internazionalizzazione. Nella QS World University Rankings 2025 sale al 607° posto globale, recuperando più di ottanta posizioni e collocandosi nel primo quaranta per cento delle università mondiali, grazie all’impatto delle pubblicazioni e alla reputazione accademica.

Il Times Higher Education, per discipline, la colloca tra le 251 e le 300 migliori al mondo nelle Arts & Humanities, con Archeologia che entra addirittura nella top 100 secondo QS. L’ARWU la mantiene nella fascia 601-700 globale, con un miglioramento sensibile, e nei ranking per materie nove discipline trovano spazio, segno di una ricerca che pesa più delle dimensioni dell’ateneo. Anche sul fronte della sostenibilità Siena compare tra le università più attente, sia a livello italiano sia europeo.

Alla fine, il quadro che emerge è quello di un’università che non urla ma insiste. Che non rincorre l’effetto speciale ma accumula risultati. In un tempo in cui tutto sembra dover crescere in modo vertiginoso o scomparire, Siena resta lì, con la pazienza di chi sa che l’autorevolezza non nasce da un colpo solo, ma da una lunga serie di conferme silenziose.

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Last modified: Gennaio 22, 2026
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