Siena — A Siena si continua a costruire, ma stavolta non con il travertino né con la pietra antica che custodisce le sue piazze. Si costruisce con il legno. Un materiale umile, vivo, capace di respirare. È il cuore di Timberhaus, un progetto europeo che ha scelto Siena come capofila, insieme a Berlino e Baia Mare, per sperimentare un modo nuovo di pensare l’edilizia: meno cemento, più intelligenza, più rispetto per la terra.
di Valeria Russo
Dal programma Horizon Europe arrivano 162.500 euro: fondi che non servono a rifare facciate o marciapiedi, ma a immaginare un’altra forma di abitare. Una casa che non consuma il futuro, ma lo preserva. L’idea è semplice e radicale insieme: usare il legno non come decorazione, ma come struttura portante di una città che vuole diventare carbon neutral, capace di crescere senza distruggere.
“Timberhaus” — nome che suona come una promessa nordica di equilibrio e misura — mette insieme scienziati, architetti, enti pubblici e imprese di mezza Europa. Insieme proveranno a tradurre in pratica la teoria dell’economia circolare: costruire con ciò che si può rinnovare, e farlo in modo che nulla si perda, neppure un truciolo. Il legno, in questa visione, non è un ritorno al passato ma una chiave per il futuro.
Siena, nel suo piccolo grande modo, partecipa come città pilota. Fino al 2028 testerà modelli di progettazione avanzati, materiali riciclabili, tecniche che riducono le emissioni e migliorano l’efficienza energetica. In una città dove ogni pietra racconta secoli, la scommessa è altissima: dimostrare che si può innovare senza tradire la bellezza, e che la sostenibilità non è solo una parola, ma una forma di architettura morale.
Il progetto è coordinato dal Teknologisk Institut danese, ma è dentro le mura senesi che l’idea si fa concreta: laboratori, prototipi, esperimenti di edilizia verde. È come se la città stesse imparando a respirare di nuovo, più piano, più pulito.
Siena, con la sua lentezza che diventa metodo, con la sua attenzione ai ritmi naturali, può insegnare qualcosa anche alle metropoli europee: che la sostenibilità non è solo tecnologia, ma anche cultura. È saper pesare i gesti, misurare gli sprechi, scegliere i materiali come si scelgono le parole: con rispetto.
Timberhaus non è dunque un progetto tecnico. È una visione politica e poetica insieme: una città antica che si presta al futuro, mettendo la propria esperienza millenaria al servizio di un mondo che ha bisogno di imparare, in fretta, a costruire senza ferire.
E chissà che, tra qualche anno, non si dica che il nuovo Rinascimento è cominciato proprio da qui — da una casa di legno costruita con la testa e con il cuore.


