Siena — Certe città si riconoscono come vecchie amiche, anche se non si sono mai incontrate davvero. Siena e Siviglia, in fondo, hanno lo stesso temperamento: amano le piazze, il calore del sole, le feste che mescolano sacro e profano, e quella lentezza che non è pigrizia ma modo di respirare il tempo.
di Valeria Russo
Da questa somiglianza è nato un gemellaggio di idee, suggellato da una firma tra i due sindaci, Nicoletta Fabio e José Luis Sanz Ruiz, che hanno deciso di far dialogare le loro città non solo con parole, ma con gesti, arte e sapori.
E così, proprio a Siviglia, prende il via la settimana senese, una grande festa culturale ed enogastronomica che porta in Andalusia i colori, i profumi e le storie di Siena.
Dal martedì 11 al domenica 16 novembre, nelle sale eleganti e nei cortili assolati della città spagnola, si potrà incontrare una Siena viva, fatta di artigiani, fotografie, sculture e sapori. Non una vetrina, ma un racconto.
A inaugurare la manifestazione ci saranno il sindaco Fabio, l’assessore allo sviluppo digitale Giuseppe Giordano, l’assessore al turismo Vanna Giunti, Benedetta Mocenni del Magistrato delle Contrade e Massimo Bianchi del Consorzio per la Tutela del Palio. Non è solo una delegazione istituzionale: è la città stessa che si presenta, con le sue mani, i suoi occhi, la sua voce.
Dall’altra parte, Siviglia risponderà con ospitalità e calore. Ci saranno il vicesindaco Minerva Salas, i dirigenti comunali che si occupano di turismo, di fondi europei, di sostenibilità, e persino il Console d’Italia, a dare forma diplomatica a quello che è, prima di tutto, un incontro umano.
L’evento è costruito come un viaggio tra i mestieri e i simboli di Siena: il vino e l’olio, l’oro lavorato, il metallo piegato in arte, la ceramica che racconta il fuoco. Le mani senesi si mostreranno attraverso le opere di Laura Brocchi, Vittoria Marziari e del laboratorio orafo Il Galeone, mentre le fotografie di Vincenzo Frangione racconteranno un’altra dimensione del fare: quella della memoria, dell’artigianato che resiste alle mode.
Poi c’è il Palio, inevitabile e necessario, che verrà proiettato in immagini e video, come un battito d’orgoglio collettivo da condividere oltre confine.
Nel corso della settimana sono previsti anche incontri istituzionali per costruire progetti comuni: scambi culturali, turismo congiunto, cooperazione economica.
Non solo una passerella, ma la costruzione lenta di un ponte che unisce due città che hanno capito che il futuro non si costruisce chiudendosi, ma contaminandosi.
La sindaca Fabio parla spesso del ruolo internazionale di Siena, e questa missione lo rende visibile: la città non vuole solo farsi visitare, ma partecipare al mondo, raccontarsi e ascoltare.
L’assessore Giordano, con la sua visione digitale e concreta, immagina una promozione moderna, capace di fondere tradizione e innovazione, storia e tecnologia.
E l’assessora Giunti aggiunge il tocco poetico: portare Siena all’estero non è marketing, ma riconoscenza — un modo per dire al mondo che certe bellezze esistono solo perché continuano a essere amate.
La risposta di Siviglia non si farà attendere: a dicembre, durante il Mercato nel Campo, sarà lei a essere ospite di Siena, con i suoi prodotti, le sue voci, i suoi profumi d’arancia e cannella.
Uno scambio vero, dove non ci sono ospiti e padroni di casa, ma solo due città che si tengono per mano, curiose una dell’altra, consapevoli di appartenere alla stessa lingua del Mediterraneo: quella fatta di luce, arte, lentezza e passione.
Forse è questo il senso più profondo di tutto: quando Siena viaggia, non esporta solo un marchio o una tradizione, ma un modo di stare al mondo — gentile, fiero, un po’ antico, e per questo ancora necessario.
Last modified: Novembre 10, 2025

