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Raccontare il buco per non caderci

Siena (mercoledì, 4 febbraio 2026) — C’è un modo di parlare delle dipendenze che non alza la voce e non cerca colpevoli. Parte dai fatti, attraversa le storie, resta addosso. Sabato 7 febbraio i Comuni di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore scelgono questa strada e costruiscono una giornata di confronto che tiene insieme giovani e adulti, scuola e teatro, prevenzione e cultura. Non per spiegare tutto, ma per aprire uno spazio di ascolto su tossicodipendenza, marginalità sociale e responsabilità collettiva.

di Valeria Russo

La mattina si apre all’Istituto Avogadro, con un incontro dedicato alle classi quarte e quinte. Non una lezione frontale, ma un dialogo che prende forma a partire dal podcast Il Buco – pionieri dell’eroina e dallo spettacolo Dal Buco. A guidarlo sono Masiar Pasquali, autore del progetto, e Francesco Barzagli, psichiatra con una lunga esperienza nei servizi per le dipendenze e oggi dirigente medico all’Ospedale Santa Maria Nuova. Il punto non è scioccare, ma restituire complessità: come nascono le dipendenze, cosa lasciano dietro di sé, perché riguardano intere comunità e non solo chi ne resta intrappolato.

Nel pomeriggio, il discorso si sposta al Teatro Ricci Barbini di Piancastagnaio. Qui va in scena Dal Buco, monologo di cinquanta minuti scritto e interpretato da Pasquali. È una narrazione che intreccia racconto, immagini super8, musica e poesia per attraversare l’impatto dell’eroina nel tessuto sociale italiano dagli anni Settanta a oggi. Nessuna retorica della redenzione, nessun giudizio sommario. Solo storie che camminano accanto allo spettatore e gli chiedono di non voltarsi dall’altra parte.

La scelta di sostenere il progetto nasce da un’idea semplice e non scontata: la prevenzione passa anche dalla cultura. Parlare ai più giovani con strumenti che non li infantilizzano, offrire alla cittadinanza occasioni di riflessione che non semplificano, riconoscere che le dipendenze non sono un problema “altrove” ma una ferita che attraversa i territori. La collaborazione tra Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore va in questa direzione, quella di una responsabilità condivisa che non delega tutto all’emergenza o alla cronaca.

Il percorso di Pasquali nasce dal podcast Il Buco – pionieri dell’eroina, un lavoro di storytelling socio-antropologico che ha superato i novantamila ascolti, è entrato nelle classifiche di Spotify e nel 2025 ha ottenuto il terzo posto agli Italian Podcast Awards nella categoria narrazione. Un progetto costruito con rigore e cura, che mette insieme ricerca, consulenza clinica, suono e montaggio, e che oggi trova nel teatro una forma ulteriore di restituzione pubblica.

Portare Dal Buco in scena significa scommettere su un’idea di cultura che non intrattiene e basta, ma interroga. Che non offre soluzioni preconfezionate, ma accompagna le domande. In un tempo in cui le dipendenze cambiano volto e linguaggio, fermarsi ad ascoltare diventa un atto politico, prima ancora che educativo.

Lo spettacolo è aperto al pubblico senza costo, fino a esaurimento posti. L’invito, implicito, è semplice: esserci. Non per sentirsi migliori, ma per capire un po’ di più. Perché certe storie, quando trovano le parole giuste, smettono di essere un buco e diventano un punto da cui ripartire.

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Last modified: Febbraio 4, 2026
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