Scritto da 10:20 pm Siena, Attualità, Cronaca

Quando il pediatra è lontano, la sanità prova ad avvicinarsi

Siena (mercoledì, 17 dicembre 2025) — Quando arrivano i giorni di festa, i calendari si svuotano e le preoccupazioni no. Soprattutto nelle case dove ci sono figli piccoli, basta una febbre improvvisa o una tosse insistente perché il tempo delle luci e dei pranzi si trasformi in una corsa al pronto soccorso.

di Valeria Russo

La Regione Toscana prova a spezzare questo automatismo con una sperimentazione che partirà nei prossimi giorni, alla vigilia di Natale, e che mette insieme tecnologia e presenza sul territorio.

L’idea è semplice: intercettare il bisogno prima che diventi emergenza. Nei fine settimana, nei festivi e nei prefestivi, quando il pediatra di famiglia non è raggiungibile, le famiglie continueranno a rivolgersi al numero della continuità assistenziale, il 116117. La novità è che, da quel primo contatto, potrà scattare un secondo livello di assistenza: un teleconsulto pediatrico, attivato dalla guardia medica, con specialisti coordinati dall’ospedale Meyer. Un modo per orientare, rassicurare, decidere se è davvero necessario andare in pronto soccorso o se si può gestire la situazione altrove.

La sperimentazione nasce con un obiettivo doppio. Da un lato offrire risposte più rapide e mirate ai bisogni di salute dei più piccoli, dall’altro alleggerire i pronto soccorso da accessi che spesso non sono urgenti ma inevitabili, soprattutto nei giorni in cui tutto il resto è chiuso. È un tentativo di avvicinare il sistema sanitario alla vita reale delle famiglie, fatta di orari scomposti e preoccupazioni che non aspettano il lunedì mattina.

Dal primo gennaio 2026 il progetto entrerà in una seconda fase, ancora più concreta. Accanto ai teleconsulti arriveranno anche le visite in presenza, con l’attivazione di guardie mediche pediatriche dedicate. Due saranno operative nell’Asl Toscana Centro e nell’Asl Toscana Nord Ovest, altre due nell’Asl Toscana Sud Est. La scelta dei luoghi non è casuale: il servizio partirà dalle aree interne, quelle più lontane dai grandi ospedali e più esposte alle difficoltà di accesso. In Toscana Sud Est le sedi saranno Castiglion Fiorentino e Abbadia San Salvatore, sull’Amiata senese; nella Toscana Centro Pescia, nel Pistoiese; nella Nord Ovest Barga, in Garfagnana.

Le famiglie, organizzate in associazioni, avevano da tempo segnalato questa mancanza. Da quella richiesta è nata una legge di iniziativa popolare, approvata dal Consiglio regionale alla fine della scorsa legislatura. Ora quella legge prova a trovare una forma concreta, con sei mesi di sperimentazione per capire cosa funziona, cosa va corretto, come rendere il servizio davvero utile.

In fondo, il senso di questa operazione sta tutto qui: portare l’assistenza dove serve, quando serve, senza trasformare ogni febbre in un’emergenza e senza lasciare sole le famiglie nei momenti più complicati. Un piccolo aggiustamento del sistema, che prova a diventare un gesto di cura in più.

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Last modified: Dicembre 17, 2025
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