Siena (sabato, 31 gennaio 2026) — La montagna ha riaperto i giochi. Sul versante ovest del Monte Amiata, alle Macinaie, la seggiovia torna a muoversi e con lei ripartono le piste lunghe, quelle che fanno sentire di nuovo la montagna per intero: Panoramica, Direttissima, Canalgrande. La notizia ha fatto il giro in fretta, passando di bocca in bocca tra operatori, sciatori, appassionati, come succede quando qualcosa che si aspettava da giorni finalmente accade.
di Valeria Russo
Nel fine settimana le Macinaie si presentano con un assetto quasi completo. Oltre alla seggiovia, sono operative le sciovie Jolly e Asso di Fiori, il tapis roulant con i campi scuola, le aree per principianti e il bob, insieme alle piste lunghe che ridanno profondità all’offerta sciistica. Anche sul versante senese, in zona Vetta, i tapis roulant servono il campo scuola e la pista per i più piccoli, riportando movimento e rumore di neve battuta.
Resta invece ancora ferma la seggiovia Rifugio Cantore–Vetta Amiata. Dal punto di vista tecnico il semaforo è diventato verde: la revisione generale si è conclusa e il nullaosta per il proseguimento del servizio pubblico è arrivato. Ora la palla è passata al Comune di Abbadia San Salvatore, che ha tempi amministrativi più lunghi di quelli della stagione invernale. Gli operatori sperano in una chiusura rapida della pratica, magari già prima del prossimo fine settimana. Il calendario istituzionale, però, non sempre corre alla stessa velocità della neve.
Dietro la riapertura delle piste non c’è stato un colpo di fortuna, ma una gestione paziente e quasi artigianale del manto. Un lavoro fatto di attese e di sfruttamento chirurgico delle condizioni meteo. Dopo la prima nevicata di gennaio, una finestra di freddo ha permesso di produrre neve artificiale e creare uno strato compatto, utile a isolare il terreno sottostante, sempre pronto a restituire calore. La parte alta e quella finale delle piste hanno tenuto, mentre il tratto centrale, il più fragile, ha richiesto più attenzione. Poi è arrivata la pioggia, tanta, seguita da un calo brusco delle temperature, che ha trasformato la neve bagnata in una crosta solida. Non bella da raccontare, ma efficace da sciare.
Paradossalmente, anche l’acqua ha fatto la sua parte. Le piogge hanno riempito l’invaso di Pratolungo, restituendo alla stazione quella riserva indispensabile per continuare a produrre neve, già ridotta al minimo nelle settimane precedenti. Un equilibrio precario, come spesso accade in montagna, ma sufficiente a rimettere in moto il sistema.
Gli albergatori lo dicono senza giri di parole: con le piste lunghe aperte cambia tutto. I fine settimana stanno rispondendo bene, mentre i giorni feriali raccontano un afflusso più leggero, fatto di pendolarismo e presenze mordi e fuggi. Ma la domanda di neve, di sci, di montagna resta alta. Tanto da spingere a riproporre la sciata in notturna, in programma per il 7 febbraio, con pista illuminata e après-ski nel circuito basso delle Macinaie.
L’Amiata, in fondo, fa così. Non promette certezze, non garantisce stagioni perfette. Ma quando le condizioni tengono, anche solo per un tratto di tempo, la montagna risponde. E chi la vive lo sa: basta una seggiovia che riparte per rimettere in movimento tutto il resto.
Last modified: Febbraio 1, 2026


