Siena (martedì, 15 luglio 2025) — C’è un’Italia che non sta nei notiziari, nei talk, nelle cronache del giorno dopo. Un’Italia minuta, fatta di sale e farina, di mani che intrecciano paglia o impastano pasta fresca. Di quelle cose che sembrano piccole solo a chi ha smesso di guardare con attenzione.
di Valeria Russo
Eppure è proprio da lì, dai bordi dimenticati della mappa, che nasce My Italy Experiences: un progetto digitale che somiglia più a una carezza che a una piattaforma. L’hanno pensato due senesi – Federico Minghi e Giuseppe Galasso – che l’Italia non la guardano dall’alto, ma dal basso, dove si cammina e si inciampa nei sampietrini.
Non si tratta dell’ennesimo sito-vetrina. È una guida, sì, ma viva. Una mappa che non punta ai monumenti più cliccati, ma ai gesti ripetuti da secoli. Dentro ci sono oltre 1.500 realtà sparse in tutta la Toscana e presto oltre. Agriturismi dove i galli cantano davvero, osterie dove il sugo borbotta piano, laboratori dove la pazienza ha ancora un senso.
Federico ha selezionato le imprese come si sceglierebbero amici a una cena: uno per la sapienza, uno per la gentilezza, uno perché ha ancora l’odore del legno sulle mani. Giuseppe ci ha messo le storie: la memoria di un paese, pezzo dopo pezzo. Poi ci hanno aggiunto i video, le voci, i sorrisi: oltre 200 piccole finestre aperte sull’Italia che non ha bisogno di farsi bella, perché lo è già.
A Montecitorio, dove hanno presentato il progetto, qualcuno ha parlato di eccellenze, turismo, opportunità per gli italiani all’estero. Parole importanti. Ma la verità è che qui si racconta un’Italia meno retorica e più vera. Quella che profuma di domenica mattina e conserva nei borghi una promessa che il tempo, per fortuna, non ha ancora rotto.
Il progetto vuole arrivare ai sette milioni di italiani che vivono fuori, a quelli che parlano con l’accento dei nonni e piangono davanti a un piatto di tagliatelle fatte come una volta. Ma anche a quei viaggiatori autentici, che non si accontentano di collezionare foto, ma desiderano scoprire le storie nascoste dietro un sapore, un paesaggio, una voce che canta.
Nel frattempo l’Italia dei dazi e dei mercati continua la sua corsa affannata. Ma in questo angolo digitale e poetico, si prova a rallentare. A rimettere al centro le cose che valgono senza urlare: il lavoro ben fatto, l’accoglienza sincera, il tempo dedicato.
My Italy Experiences non è solo un sito. È un gesto. È il modo di dire “ben tornato” a chi non c’era più, “benvenuto” a chi vuole capire davvero, “resta ancora un po’” a chi ha fretta.
E in un paese che spesso dimentica la sua bellezza, ricordarlo con garbo è un atto di resistenza. E di amore.
Last modified: Luglio 15, 2025

