Siena (mercoledì, 4 febbraio 2026) — Da giovedì 5 a domenica 8 febbraio Siena sposta lo sguardo un po’ più in là del solito, verso Mengeš, in Slovenia. Non per turismo istituzionale, ma per partecipare al quinto incontro internazionale di Green Visionary Artistry, un progetto che ha scelto una strada laterale e ostinata per parlare di sostenibilità: quella delle arti.
di Valeria Russo
A ospitare i lavori è il Comune di Mengeš, che per questa tappa ha deciso di affidarsi alla letteratura come bussola. Le parole, prima ancora dei numeri, per raccontare l’ambiente, interrogare le coscienze, suggerire cambiamenti possibili. Nei quattro giorni di incontri, la delegazione del Comune di Siena si muoverà dentro un calendario fitto di laboratori, confronti e attività aperte, pensate per coinvolgere cittadini, associazioni e istituzioni locali. L’idea è semplice e ambiziosa insieme: mettere in circolo esperienze, buone pratiche, intuizioni che funzionano, e capire come trasformarle in azioni concrete.
Green Visionary Artistry nasce dentro il programma europeo CERV – Citizens, Equality, Rights and Values, e tiene insieme città diverse per storia e dimensioni con un obiettivo comune: affrontare il cambiamento climatico senza ridurlo a slogan o emergenza astratta. Il progetto ruota attorno a sei chiavi, sei linguaggi che diventano strumenti di riflessione e coinvolgimento: scultura, pittura, musica, danza, teatro e poesia. Non solo artisti, dunque, ma comunità intere chiamate a partecipare, comprese quelle che di solito restano ai margini dei processi culturali.
Accanto al Comune di Siena, il percorso coinvolge realtà europee molto diverse tra loro: dalla Federazione delle associazioni giovanili di Braga, in Portogallo, all’Università Vytautas Magnus in Lituania, passando per i comuni di Pilisborosjenő in Ungheria, Athienou a Cipro, Mengeš in Slovenia, fino all’Associazione Fifty Fifty in Grecia e all’Asociación Creacia in Spagna. Un mosaico che prova a dimostrare che la sostenibilità non è solo una questione tecnica, ma una pratica culturale condivisa, che cresce quando le città imparano a parlarsi senza traduttori burocratici.
Il progetto, nel suo insieme, continua a muoversi così: con l’arte come pretesto serio, con l’ambizione di trasformare la sensibilità ecologica in immaginazione collettiva. Tutto il resto, come spesso accade, viene dopo.
Last modified: Febbraio 4, 2026


