Scritto da 11:12 am Siena, Attualità, Cultura, Eventi/Spettacolo

Il colpevole è noto. Il resto è teatro

Siena (giovedì, 5 febbraio 2026) — C’è un tipo di suspense che non corre, cammina. Non scappa, insiste. Sa già dove deve arrivare e proprio per questo si concede il lusso di perdere tempo, di fare domande laterali, di tornare indietro su un dettaglio che sembrava irrilevante. È il passo del Tenente Colombo, quello che entra in scena con l’aria di chi ha sbagliato porta e invece ha già capito tutto.

di Valeria Russo

Tenente Colombo – Analisi di un omicidio arriva per la prima volta in Italia dopo anni di repliche esaurite tra Inghilterra, Stati Uniti e Francia, e lo fa senza effetti speciali, con la forza semplice di una storia che funziona perché non bara. Il pubblico conosce il delitto e conosce il colpevole fin dall’inizio. Il gioco non sta nello scoprire chi è stato, ma nel capire come e quando la verità troverà il modo di emergere. È un giallo che si muove al contrario e proprio per questo tiene inchiodati alla poltrona.

Nel cartellone Sipario Rosso della stagione 2025/2026 dei Teatri di Siena, lo spettacolo va in scena al Teatro dei Rinnovati da venerdì 6 a domenica 8 febbraio. Non è solo una messa in scena, ma un incontro ravvicinato con un metodo. Quello di un investigatore che non alza mai la voce, che sembra distratto, che chiede scusa, ma che intanto osserva, aspetta, annota. E smonta.

Il testo nasce dalla penna di Richard Levinson e William Link, gli stessi che hanno dato forma a Colombo prima ancora del successo televisivo. A teatro, questa struttura regge ancora meglio: il confronto tra l’investigatore e il colpevole diventa un duello mentale, fatto di pause, di silenzi, di piccole crepe che si allargano scena dopo scena. Non c’è bisogno di inseguimenti. Basta un dubbio messo nel punto giusto.

La regia di Marcello Cotugno accompagna questo meccanismo con misura, lasciando spazio al ritmo interno della storia. Gianluca Ramazzotti veste i panni del Tenente senza cercare l’imitazione, ma lavorando sull’essenza del personaggio: l’ostinazione gentile, l’ironia che disarma, l’intelligenza che non ha bisogno di ostentarsi. Accanto a lui, Pietro Bontempo, Samuela Sardo e Caterina Misasi costruiscono un campo di tensione continuo, con la partecipazione di Nini Salerno a completare il disegno.

Traduzione e adattamento, firmati da David Conati e dallo stesso Cotugno, restituiscono al testo una precisione che non sa di museo. Le luci di Giuseppe Filipponio, le scene di Alessandro Chiti e i costumi di Adele Bargilli lavorano in sottrazione, senza mai rubare la scena al vero protagonista: il tempo dell’attesa.

Le repliche seguono il rito consueto: venerdì e sabato sera, domenica pomeriggio. Sabato, prima dello spettacolo, la compagnia incontra il pubblico nel foyer, quasi a ricordare che Colombo, in fondo, non se ne va mai davvero. Resta lì, con una domanda ancora sospesa, pronto a tornare indietro per un’ultima cosa. Una cosa da poco. Solo un dettaglio.

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Last modified: Febbraio 5, 2026
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