Scritto da 8:47 pm Siena, Attualità, Politica

La legge resta, il silenzio no

Siena (lunedì, 12 gennaio 2026) — La sentenza è arrivata come arrivano le decisioni che non fanno rumore ma cambiano il passo: togliendo, limando, indicando con precisione chirurgica ciò che non può restare. E la Toscana, invece di fermarsi, prosegue. La legge regionale sul fine vita medicalmente assistito continua il suo cammino ed entra nella quotidianità amministrativa, pronta a essere applicata.

di Valeria Russo

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha chiarito che il pronunciamento della Corte Costituzionale non smonta l’impianto della norma. Al contrario, ne circoscrive i confini, eliminando singoli articoli, commi e parole giudicati non conformi, ma lasciando in piedi l’architettura generale. La legge, ripulita delle parti indicate dalla Consulta, è dunque operativa senza bisogno di nuovi passaggi politici o votazioni correttive.

Il cuore della questione sta tutto lì: la Corte non ha messo in discussione la competenza regionale in materia di tutela della salute, respingendo l’ipotesi di un annullamento complessivo. La Toscana non pretende di stabilire valori ultimi, che restano affidati al legislatore nazionale e allo stesso giudizio costituzionale. Si limita, per così dire, a far funzionare le cose, occupandosi delle modalità organizzative e procedurali all’interno del servizio sanitario regionale.

Resta quindi il sistema delle commissioni multidisciplinari nelle Asl, resta la struttura della procedura. Saltano invece alcune rigidità: scompare il riferimento al delegato del paziente e vengono eliminate le scadenze temporali troppo vincolanti nella fase di valutazione. Meno automatismi, più attenzione ai percorsi concreti, almeno nelle intenzioni.

Non servirà tornare in Consiglio regionale. La Giunta prenderà formalmente atto dei tagli indicati dalla Corte e l’assessorato alla sanità potrà, se necessario, definire linee guida operative. Un lavoro di ordinaria amministrazione, ma su un tema che ordinario non è mai.

Così la legge regionale numero 16 del 2025 entra a pieno titolo nell’ordinamento toscano. Non come una bandiera, né come una provocazione, ma come una norma che resta in piedi dopo il vaglio più severo. In un Paese dove spesso le leggi si fermano prima ancora di cominciare, anche questo, nel bene e nel male, è già un fatto.

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Last modified: Gennaio 12, 2026
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