Scritto da 10:38 pm Siena, Attualità, Cronaca

Imparare l’ambiente senza alzare la mano

Siena (martedì, 10 febbraio 2026) — L’educazione ambientale, quando funziona davvero, non passa dai proclami ma dai tavoli di classe, dagli oggetti smontati con curiosità, dalle domande che restano appese a metà lezione. A Siena succede anche quest’anno con Ri-creazione, il progetto che prova a insegnare il ciclo delle cose prima ancora di quello dei rifiuti, trasformando la sostenibilità in un’esperienza concreta e non in una parola da manifesto.

di Valeria Russo

Promosso da Sei Toscana insieme a EduIren, Ri-creazione coinvolge scuole primarie e secondarie di primo grado ed è arrivato alla sua undicesima edizione. Un traguardo che non sa di routine: nelle scuole senesi partecipano circa 350 studenti, accompagnati dai docenti e da educatori che hanno il compito più delicato di tutti, quello di rendere interessante ciò che di solito viene percepito come noioso.

Il progetto è entrato in queste settimane nella sua fase più viva, tra laboratori e lezioni in aula. A seguirne uno da vicino è stata anche Barbara Magi, assessora all’ambiente del Comune di Siena, che ha scelto di sedersi tra i banchi della scuola secondaria di primo grado San Bernardino, portando il saluto dell’amministrazione comunale e del sindaco. Un gesto semplice, ma non scontato, che restituisce l’idea di una sostenibilità che non resta confinata nei documenti, ma passa dalle persone.

Il cuore di Ri-creazione sta tutto lì: imparare facendo. Gli oggetti diventano domande, i rifiuti smettono di essere solo scarti e tornano a raccontare una storia fatta di materiali, scelte quotidiane, conseguenze. La sostenibilità non viene spiegata come teoria astratta, ma come insieme di gesti che si imparano presto e si costruiscono insieme. Quando i ragazzi sono protagonisti, il tema smette di pesare e comincia a camminare.

Nel territorio comunale di Siena partecipano al progetto 18 classi, otto della scuola primaria e dieci della secondaria di primo grado, provenienti dagli istituti San Bernardino, Giovanni Pascoli, Albert Bruce Sabin, Aurelio Saffi, Domenico Beccafumi, Federigo Tozzi e San Girolamo. Una mappa scolastica che racconta un’adesione diffusa e tutt’altro che formale.

Accanto a Ri-creazione, trova spazio anche Transizioni, l’altro percorso di educazione ambientale promosso da Sei Toscana con EduIren e rivolto agli istituti superiori. Qui il linguaggio cambia, ma l’obiettivo resta lo stesso: rendere consapevoli. A Siena il progetto coinvolge circa 200 studenti di 13 classi degli istituti Monna Agnese, Sallustio Bandini, Giuseppe Caselli, Piccolomini e Tito Sarrocchi.

In fondo, la lezione più importante è questa: l’ambiente non si insegna, si pratica. E quando succede tra i banchi, senza retorica e senza scorciatoie, qualcosa resta. Anche dopo che la campanella ha suonato.

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Last modified: Febbraio 10, 2026
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