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Il ritorno dei capolavori. Siena si ricompone

Siena (lunedì, 14 luglio 2025) — Ci sono viaggi che servono a farsi conoscere. E poi ci sono ritorni che servono a ricordarsi chi si è. Le opere d’arte senesi, dopo aver attraversato l’oceano e incantato i visitatori del Metropolitan di New York e della National Gallery di Londra, stanno finalmente tornando a casa.

di Valeria Russo

Non è solo un movimento logistico: è un gesto simbolico, un respiro lento che riporta alla città un pezzo della sua anima. Per mesi, quadri e reliquie del Trecento senese hanno parlato lingue straniere, raccontando con il silenzio della pittura storie di devozione e bellezza. Adesso rientrano in Toscana come figli che, dopo essere stati applauditi in teatro, rientrano dietro le quinte per ritrovare l’odore delle quinte in legno, della polvere familiare.

Torneranno i capolavori di Ambrogio Lorenzetti e Lando di Pietro e anche l’icona bizantina del Carmine. C’è perfino una lastra marmorea attribuita a Guccio di Mannaia, come un frammento di storia che si riaffaccia da un altare immaginario. E poi ci sono loro, le sinopie dell’Annunciazione provenienti da Montesiepi, disegni nudi che raccontano l’idea prima della pittura, il respiro dell’artista prima che il colore invada tutto.

Il primo rientro c’è già stato: il 10 luglio, nella Basilica dell’Osservanza, è tornata la testa del Crocifisso e anche un cartiglio autografo dell’autore. Oggetti piccoli, forse, ma carichi di quella commozione che prende chi riconosce un volto. Ora si trovano nel museo della chiesa, in attesa – si spera – di tornare nella Basilica stessa, al loro posto originario, come mobili antichi riportati nel salotto da cui erano stati rimossi.

Il 16 luglio le opere arriveranno al Museo Diocesano di Siena. E infine, il 22 luglio, sarà l’Eremo di Montesiepi a rivedere le sinopie. Non come cimeli da ammirare, ma come memorie vive che riprendono posto nel loro silenzio. Don Enrico Grassini, che dell’arte senese conosce ogni respiro, ha parlato di questa restituzione come di un’occasione preziosa. Non solo per esibire, ma per valorizzare.

Non solo per mostrare, ma per dialogare con il mondo, e nel frattempo ricordare a sé stessi il proprio valore. E in un tempo in cui tutto corre e si dimentica, questa paziente operazione di ritorno ha un sapore raro: quello della cura, della memoria e della gratitudine per la bellezza.

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Last modified: Luglio 14, 2025
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