Scritto da 7:16 pm Siena, Attualità, Cronaca, Cultura

Il quartiere prende la parola

Siena (venerdì, 23 gennaio 2026) — Al Petriccio non è successo nulla di clamoroso. Nessuna fanfara, nessun palco, nessun adulto a spiegare cosa sta per accadere. È successo qualcosa di più raro: qualcuno ha acceso un microfono e non ha detto ai ragazzi cosa dovevano farne. Da lì è nata la prima web radio interamente gestita dai giovani del Centro di aggregazione giovanile, ed è una notizia che cresce se la si osserva da vicino.

di Valeria Russo

Qui la radio non è un oggetto vintage né un esercizio di stile digitale. È uno spazio praticabile. Un luogo dove le parole non vengono lucidate prima di uscire e dove le idee possono permettersi di essere imperfette. Podcast, interviste, musica, conversazioni che partono storte e poi trovano una direzione. Un laboratorio senza palcoscenico, in cui parlare e ascoltare sono azioni con lo stesso peso.

Il progetto prende forma dentro il Cag del Petriccio, uno dei presìdi educativi che il Comune di Siena ha costruito nel tempo come luoghi di tenuta sociale, prima ancora che di animazione. All’interno del percorso del Tavolo minori e giovani di SI-SIena Sociale 2.0, la formazione ha smesso presto di essere teoria. Operatori e ragazzi hanno imparato insieme a usare strumenti, ritmi, silenzi. Le cooperative Arnera e Alioth hanno accompagnato il processo con passo leggero, finché l’esperimento ha chiesto di fare un salto in avanti e diventare qualcosa di stabile, riconoscibile, pubblico.

Ne esce una radio che non racconta i giovani come categoria, ma li lascia parlare come persone. Che attraversa il quartiere senza imbellettarlo e la città senza trasformarla in vetrina. Uno spazio aperto anche alle realtà della zona, alle domande scomode, ai ragionamenti su ciò che funziona e su ciò che manca. Le trasmissioni saranno dal vivo o registrate, a seconda delle occasioni, e viaggeranno sui social con la naturalezza di chi non chiede permesso per esistere.

Dentro questo progetto c’è una scelta netta: fidarsi. Dare strumenti veri e accettare che vengano usati con linguaggi propri, non sempre ordinati, non sempre rassicuranti. Non solo comunicazione, ma esercizio di cittadinanza. Non solo intrattenimento, ma costruzione di uno sguardo. Tutto questo dentro un centro che dal lunedì al venerdì apre le porte nel pomeriggio e prova a tenere insieme educazione, cultura, inclusione, senza proclami.

Martedì 28 gennaio è il giorno dell’inaugurazione ufficiale e della prima puntata di La Mezz’ora, il podcast che inaugura il palinsesto. Un tempo breve, dichiarato, per parlare di attualità senza scorciatoie e senza adultismi, dal punto di vista di chi la città la vive oggi. Mezz’ora non risolve nulla. Ma può essere l’inizio di una voce che, finora, non aveva un posto dove stare.

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Last modified: Gennaio 23, 2026
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