Scritto da 8:59 pm Siena, Attualità, Top News

Il Palio allo specchio: una festa millenaria tra orgoglio, arretratezza e provincialismo

Siena (mercoledì, 20 agosto 2025) — Quello che oggi appare in Piazza è soltanto la forma più recente di una tradizione che nei secoli ha cambiato pelle più volte. All’origine della festa non c’era la corsa che conosciamo oggi ma le compagnie militari che, per distinguersi, crearono contrade e le identificarono con animali emblematici, portati in corteo come segni di appartenenza.

di Valeria Russo

Dopo i primi giochi arrivarono i confronti violenti tra uomini, le corse con i tori e persino l’azzardo di trasformare Piazza del Campo in teatro di battaglie d’acqua immaginate più che reali. A seguire le bufalate, i palii corsi lungo le vie cittadine, fino ad approdare alla forma attuale, con i cavalli lanciati sui tre giri di tufo della Piazza.. Eppure, ci ostiniamo a ripetere che non si tratta né solo di una corsa né di una rievocazione come tante se ne vedono in giro per l’Italia.

La verità, però, è più scomoda. Guardandoci allo specchio ci accorgiamo che, spinti da un turismo sempre più fragile, il Palio rischia di assomigliare più a una sagra paesana che a una tradizione secolare. La passeggiata storica resta l’unico filo capace di legare il passato alla modernità, ma l’eleganza di un rito antico stona con l’attualità fatta di interessi, piccoli affari e corse che sembrano quelle di provincia. I nostri avi, forse, sapevano dare motivazioni più alte.

Il cencio ha perso quasi del tutto la sua dimensione cristiana, e le contrade – un tempo forza viva e popolosa – oggi rischiano di diventare comunità svuotate, a tratti più virtuali che reali. Eppure la vita di contrada, esempio di socialità studiato nelle università di mezzo mondo, rimane ancora un unicum. La Madonna, quella vera, madre di Cristo, era per i senesi il simbolo che univa sacro e profano. Ma se davvero i pontefici sapessero che i cavalli entrano in chiesa accanto ai cani, qualcuno si rivolterebbe nella tomba.

Poi c’è stata l’altra Madonna, quella americana, arrivata a festeggiare il compleanno tra noi. Il suo passaggio ha scatenato il provincialismo più puro: invece di trasformare quell’attenzione in risonanza mondiale, Siena si è rimpicciolita, preoccupata di non urtare gli animalisti e finendo per apparire ancora più chiusa.


Se il Palio viene custodito solo come affare interno alla città, la sua voce non riesce più a superare le mura di Siena e svanisce quella dimensione universale che un tempo lo rendeva unico. Siena, invece di mostrare la propria grandezza, rischia di ridurla, piegandola su se stessa fino a confondersi con gli stessi cavalli che venera.

Condividi la notizia:
Last modified: Agosto 20, 2025
Close