Scritto da 1:14 am Siena, Attualità, Cronaca

Il conto salato delle città

Siena (sabato, 17 gennaio 2026) — OUA Siena il 2025 si chiude con un primato che non fa festa. La città sale sul secondo gradino del podio delle più care d’Italia, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media Istat. Davanti c’è solo Bolzano, che guida la graduatoria con un aggravio medio annuo di 730 euro a famiglia. Subito dietro, Siena: 649 euro in più, pagati un po’ alla volta, senza rumore, ma con una costanza che pesa.

di Valeria Russo

C’è però un dettaglio che rende il quadro ancora più netto. Siena resta la città con l’inflazione più alta del Paese, al 2,4 per cento. Un dato che racconta meno l’eccezionalità e più la continuità di un costo della vita che cresce più in fretta del resto d’Italia. Sul terzo gradino si affaccia Rimini, seguita da una teoria di città del Centro e del Nord: Belluno, Padova, Pistoia, Arezzo, Siracusa, Trieste e Gorizia. Tutte accomunate da aumenti che superano abbondantemente i cinquecento euro annui, in una classifica che sembra disegnare una geografia precisa della fatica quotidiana.

All’estremo opposto, l’Italia che spende meno. Brindisi apre la lista delle città più “leggere”, con un aumento limitato a meno di duecento euro. Subito dopo arrivano Sassari e Benevento, poi Trapani, Campobasso, Caserta, Lodi, Catanzaro, Pisa e Aosta. Qui l’inflazione resta sotto controllo e il carrello della spesa pesa meno, almeno in confronto. Lodi, in particolare, si distingue per l’inflazione più bassa d’Italia, uno zero virgola che suona come un’eccezione.

Il confronto si allarga alle regioni e il copione non cambia molto. Il Trentino Alto Adige resta in testa alla classifica delle più costose, con un’inflazione annua dell’1,9 per cento e un aggravio medio di quasi seicento euro a famiglia. Seguono Friuli Venezia Giulia e Veneto, mentre la Puglia, pur registrando l’inflazione regionale più alta, scivola più indietro se si guarda all’impatto complessivo sul portafoglio. In fondo alla classifica c’è il Molise, la regione più conveniente, affiancata dalla Valle d’Aosta e dalla Sardegna.

La Toscana si colloca a metà strada. Decimo posto, a pari merito con l’Emilia Romagna, un’inflazione regionale leggermente sotto la media nazionale e un aumento medio di 369 euro a famiglia. Un dato che, preso da solo, potrebbe sembrare rassicurante. Ma basta tornare allo zoom cittadino per capire che la media nasconde differenze profonde. Siena, con il suo secondo posto nazionale, è la prova che il costo della vita non si distribuisce in modo uniforme e che, spesso, sono le città più belle e più ambite a presentare il conto più alto.

Alla fine, la classifica non è solo una graduatoria. È una fotografia. Racconta dove vivere costa di più e dove costa meno, ma soprattutto racconta come l’inflazione si insinui nelle abitudini quotidiane, trasformando cifre percentuali in rinunce concrete. E a Siena, anche nel 2025, quella fotografia ha colori decisamente accesi.

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Last modified: Gennaio 17, 2026
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