Siena (martedì, 16 settembre 2025) — Nella notte, poco prima della mezzanotte, Israele ha avviato una vasta operazione di terra su Gaza City. Carri armati, artiglieria e raid aerei hanno colpito la città mentre droni sorvolavano l’area. Il bilancio delle vittime continua a crescere: oltre 40 persone sono morte dall’alba di oggi, mentre nella giornata precedente i morti erano stati almeno 62.
di Valeria Russo
Secondo fonti militari, le forze israeliane avrebbero già preso il controllo di circa il 40% del territorio urbano.
La popolazione civile vive una situazione drammatica. Migliaia di persone stanno cercando rifugio a sud, in particolare nei campi di al Mawasi e Khan Younis, ma circa 700mila abitanti rimangono ancora nella città. In parte ciò sarebbe dovuto all’intervento di Hamas, che secondo alcune fonti starebbe ostacolando la fuga.
Lo stesso gruppo avrebbe portato in superficie una ventina di ostaggi israeliani, detenuti dal 7 ottobre 2023, con l’intento di usarli come scudi umani. La notizia ha scatenato forti reazioni anche a Gerusalemme, dove i familiari degli ostaggi hanno manifestato davanti alla residenza del premier Benjamin Netanyahu, chiedendo lo stop all’offensiva.
Dal fronte politico israeliano giungono parole nette. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha ribadito la determinazione del governo a non fermarsi fino al raggiungimento degli obiettivi: la liberazione degli ostaggi e la distruzione della struttura militare di Hamas.
Gli Stati Uniti hanno confermato il proprio sostegno a Israele. Il segretario di Stato Marco Rubio, in missione diplomatica con tappa a Doha, ha sottolineato il ruolo cruciale del Qatar nei possibili negoziati. Donald Trump, attraverso i social, ha espresso lo stesso appoggio alla linea di Tel Aviv.
Parallelamente, nei Paesi arabi e islamici si è aperto un fronte di condanna. Nel vertice in corso in queste ore, diversi Stati hanno accusato Israele di mettere in pericolo gli equilibri diplomatici costruiti negli ultimi anni, in particolare gli Accordi di Abramo siglati nel 2020 con Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Marocco.
Il conflitto, iniziato un anno fa, ha già provocato conseguenze devastanti: secondo alcune stime, un decimo della popolazione palestinese sarebbe rimasto ucciso. Gaza continua a bruciare e il rischio di escalation appare sempre più alto.
Last modified: Settembre 16, 2025


