Siena (venerdì, 23 gennaio 2026) — Ci sono artisti che appartengono a un’epoca e altri che, più semplicemente, attraversano il tempo senza chiedere permesso. Fabrizio De André è uno di questi: non sta nei ricordi, sta nelle coscienze. A Siena, a pochi giorni dall’anniversario della sua scomparsa, torna a farsi incontrare non come monumento ma come presenza viva, attraverso Fabermania, recital concerto in scena al Metateatro di via Roma.
di Valeria Russo
Non una celebrazione imbalsamata, ma un attraversamento. Le canzoni diventano sentieri, le parole appigli, i silenzi spazi necessari. L’idea che muove lo spettacolo, nato da Luca Rossi, è semplice e per questo ambiziosa: rimettere in circolo De André, farlo parlare ancora, senza sovraccaricarlo di reverenza. Letture e musica si alternano, si cercano, si rispondono. Dai brani più conosciuti, quelli che tutti crediamo di sapere a memoria, fino alle pieghe meno frequentate del suo repertorio, dove spesso si nascondono le verità più ostinate.
Il filo che tiene insieme tutto non guarda indietro per rimpianto, ma resta ben piantato nel presente, con la chiarezza di chi sa vedere senza sconti. La difesa degli ultimi, lo sguardo laterale sulla società, la capacità di raccontare il dolore senza trasformarlo in spettacolo restano incredibilmente attuali. Forse perché De André non spiegava il mondo: lo osservava da un punto che pochi hanno il coraggio di scegliere.
Sul palco, la musica non accompagna soltanto, ma dialoga. Il pianoforte di Franco Baldi, il sax di Romano Pratesi, la voce di Isotta Carapelli e quella di Luca Rossi costruiscono un tessuto sonoro che respira. Le voci narranti di Cristiana Mastacchi e Lavinia Sarchi aprono varchi, tengono insieme il racconto, senza mai sovrastarlo. Tutto è pensato per entrare nel mondo di De André con discrezione, come si entra in una casa che non è la propria.
Fabermania va in scena sabato 24 gennaio alle 21 e domenica 25 gennaio alle 18. I posti si possono prenotare alla libreria Rebecca, in via Pantaneto. Un gesto semplice, quasi quotidiano, per incontrare un autore che quotidiano non è mai stato, ma che continua, ostinatamente, a parlarci.
Last modified: Gennaio 23, 2026


