Scritto da 7:21 pm Siena, Attualità, Top News

Colle-zione d’Inverno

Siena — A Colle di Val d’Elsa il Natale comincia molto prima del Natale. Dal 16 novembre al 6 gennaio la città si trasforma in un lungo respiro luminoso, un calendario di settimane in cui la tradizione incontra la fantasia, e la comunità si ritrova, come in una grande casa dalle finestre accese.

di Valeria Russo

Lo chiamano Colle-zione d’Inverno: un titolo che sembra una carezza, e insieme un manifesto. Luci, musica, mercatini, arte, laboratori, profumi di dolce e di resina: tutto torna a vibrare in piazza Arnolfo e nelle vie che salgono verso la città alta, dove le pietre conservano ancora l’eco dei cristalli che l’hanno resa famosa.

Dietro ogni luminarie, dietro ogni concerto e ogni pallone luminoso, c’è un’idea precisa: che la bellezza, se condivisa, possa diventare identità. L’inverno, qui, non è mai solo una stagione. È un laboratorio collettivo, un pretesto per mescolare ciò che è antico con ciò che ancora non esiste. Gli assessori Lettieri e Peruzzi l’hanno immaginato come un grande racconto corale, in cui cultura, partecipazione e gusto si intrecciano come fili di una stessa trama. E sullo sfondo, il sogno concreto della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, che aleggia tra le note dei concerti e i vetri dei calici riutilizzati.

Il sipario si alza il 16 novembre, con l’apertura della Casa di Babbo Natale in piazza Arnolfo: bambini, laboratori creativi, uno Specchio Magico che sembra sapere tutto e l’arrivo della Parata Disney, quarantina di personaggi che attraversano la città tra musica e stupore, fino all’accensione delle luci. È la sera in cui Colle smette di essere un luogo e diventa atmosfera.

Il fine settimana successivo porta “Natale a Colle”, una festa di alta cucina e alto artigianato. Quaranta artigiani scelti da tutta Italia, diciotto chef, sette stelle Michelin: nomi importanti, certo, ma anche mani e storie che raccontano la Toscana e il Paese. Tutto in piazza, come un salotto aperto, dove l’eccellenza non è un privilegio ma un’occasione condivisa. Si cammina, si assaggia, si ascolta jazz, si guarda la città trasformarsi in un villaggio di Natale dell’eccellenza, dove la cultura ha il sapore del pane caldo e del vino versato piano.

Poi arriva dicembre e con lui la magia. Il 7, la notte dei Christmas Balloons: mille palloni luminosi che si accendono insieme, al ritmo della musica, in un respiro collettivo che unisce adulti e bambini. Nello stesso giorno, torna il concorso Cristalli di Natale: scarti di vetro, calici imperfetti, materiali che diventano arte. Una metafora perfetta per questa città, che dal vetro ha tratto la sua identità e oggi lo rimodella come simbolo di rinascita e sostenibilità. Qui anche un difetto può brillare, se lo guardi con l’occhio giusto.

Il 14 dicembre è la giornata delle famiglie: merenda in piazza, laboratori per bambini e, la sera, il gospel degli Harlem Choir che riempie di ritmo e fede la piazza del Duomo. Il 20 tocca al jazz di Andrea Roventini e dei suoi New Stompers, con la leggerezza del dixieland a scaldare l’aria. Il 21, i quartieri festeggiano il loro Natale a Gracciano, poi, la vigilia, Babbo Natale torna a bussare alle case dei bambini con i volontari della Pubblica Assistenza e dell’Associazione La Scossa.

Il nuovo anno si prepara con tre giorni di musica e allegria: 29, 30 e 31 dicembre la Jungle Events anima il Capodanno della Valdelsa, mentre sul palcoscenico del Teatro Politeama Giobbe Covatta saluta i suoi settant’anni e quarant’anni di carriera con uno spettacolo dal titolo irresistibile: Riassunto delle puntate precedenti.

L’epilogo arriva con la Befana, che il 5 gennaio torna a casa dei bambini e il giorno dopo sale in sella per la tradizionale pedalata, chiudendo così un inverno che non sembra più inverno ma una stagione dell’anima.

A Colle di Val d’Elsa, in fondo, succede sempre così: si parte da un’idea semplice — illuminare una piazza, organizzare un concerto — e si finisce per accendere qualcosa di molto più grande. La voglia di stare insieme, di riconoscersi, di sentirsi parte di una comunità che ancora crede che la cultura possa essere una festa, e che un pallone luminoso, acceso al momento giusto, possa scaldare più di un caminetto.

Condividi la notizia:
Last modified: Novembre 11, 2025
Close