Scritto da 5:51 pm Siena, Attualità, Top News

Uniti per la cura e il rispetto

Siena — Ci sono mestieri che nascono già fragili, come se dovessero reggere il mondo con le mani nude. Quello di chi si prende cura degli altri è tra questi. E quando la fatica, la paura o la rabbia si trasformano in ostilità, il lavoro di un medico, di un infermiere, di un operatore sanitario si fa improvvisamente più pesante.

di Valeria Russo

È per questo che martedì 11 novembre, nell’Aula Magna del Centro didattico dell’ospedale Santa Maria alle Scotte, si parlerà proprio di tutela, rispetto e sicurezza. Non come concetti astratti, ma come bisogni urgenti e quotidiani.

Il seminario, dal titolo “Educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, nasce dall’unione tra l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e la USL Toscana sud est. Due istituzioni che, per una volta, mettono da parte sigle e burocrazie per discutere di ciò che accade davvero nei reparti, nelle ambulanze, negli ambulatori: l’aggressione, verbale o fisica, a chi dovrebbe soltanto curare.

Il pomeriggio inizierà con i saluti di chi rappresenta le istituzioni, ma non sarà una parata di cariche. Sarà piuttosto un momento per ribadire che la sicurezza non è un orpello, è parte integrante della cura. Il prefetto di Siena, Valerio Massimo Romeo, aprirà i lavori insieme a Francesco Dotta, in rappresentanza dell’Università, e a una serie di figure che ogni giorno si muovono tra prevenzione, sanità e gestione del territorio. Poi toccherà al questore Ugo Angeloni, che racconterà come la Questura cerchi di intervenire su un fenomeno che, per essere compreso, ha bisogno di un approccio comune, non punitivo ma protettivo.

La seconda parte dell’incontro sarà più tecnica, ma anche più viva. Fabrizio Dori da Careggi, Giovanni Ceccanti da Pisa, Simone Gepponi e Veronica Maffei da Siena porteranno esperienze e metodi di prevenzione: dalle procedure di segnalazione agli strumenti di formazione per imparare a disinnescare un conflitto prima che esploda. Non è solo questione di protocolli, ma di linguaggio, di relazione, di empatia che va imparata e difesa.

Di parole, appunto, parlerà Barbara Laura Alaimo, del progetto “Parole Ostili”. Perché la violenza non è fatta solo di gesti, ma anche di toni e parole che feriscono, umiliano, isolano. Il suo intervento si concentrerà su come promuovere un linguaggio più responsabile, capace di costruire invece di distruggere, e di come la comunicazione, quando è non ostile, possa diventare il primo presidio di sicurezza.

Ci sarà poi spazio per le storie, quelle vere, quelle che in un convegno fanno respirare umanità. A raccontarle sarà Andrea Fagiolini, direttore del Dipartimento di Salute mentale e degli organi di senso dell’Aou Senese, insieme ad altri professionisti. Non per commuovere, ma per mostrare quanto le ferite invisibili — quelle che si aprono in chi cura — siano difficili da rimarginare senza una comunità che le riconosca.

Verso la fine, la parola passerà al volontariato, a chi la sanità la vive da fuori ma ne sente il peso dentro. Misericordia, Anpas, il Magistrato delle Contrade e persino gli studenti delle scuole superiori di Siena porteranno la loro voce. Perché la cura, in fondo, è un gesto collettivo, e la violenza contro chi cura è una sconfitta per tutti.

A moderare l’incontro sarà Alberto Brunelli, chiamato a tenere insieme un mosaico di storie, dati, esperienze e riflessioni. L’evento è aperto a tutti, ai cittadini e ai professionisti, e assegna quattro crediti ECM per chi lavora nella sanità. Ma più dei crediti, resterà — si spera — l’eco di un pensiero semplice e necessario: prendersi cura di chi cura.

Il programma completo è disponibile sul sito dell’Azienda ospedaliera di Siena, ma quello che non c’è scritto è il cuore dell’iniziativa: ricordare che la gentilezza è una forma di sicurezza, e che la cura, per esistere davvero, deve essere reciproca.

Condividi la notizia:
Last modified: Novembre 9, 2025
Close