Siena (giovedì, 4 settembre 2025) — Ci sono zone del corpo che somigliano a confini segreti: cavità minuscole, nervi nascosti, passaggi ossei che lasciano spazio solo a chi possiede precisione assoluta e la pazienza di uno sguardo lungo. Per imparare a muoversi in questi spazi minuscoli non basta lo studio, serve un percorso pensato apposta.
di Valeria Russo
Dalla città del Palio parte un esperimento accademico mai tentato prima nel nostro Paese: un cammino formativo che prepara specialisti capaci di muoversi tra i confini delicati dell’udito, consegnando di nuovo al silenzio interrotto il battito dei suoni e la trama delle parole, resa possibile da tecnologie nate per oltrepassare i limiti dell’udito umano.
Alle spalle di questo nuovo master c’è una trama costruita nel tempo: l’Università di Siena ha intrecciato il proprio percorso con due fondazioni filantropiche che, credendo nel progetto, hanno scelto di sostenerlo coprendo i costi delle prime edizioni. L’obiettivo è semplice e ambizioso insieme: offrire ai giovani medici la possibilità di diventare “super specialisti” in un settore che, con l’evoluzione delle tecnologie, ha abbattuto limiti un tempo considerati insuperabili.
Il percorso formativo prenderà il via nell’anno accademico 2025-2026 e sarà riservato a un numero ridotto di partecipanti. Sei posti soltanto, scelti tra medici già formati in otorinolaringoiatria, audiologia o neurochirurgia. Una scelta precisa: privilegiare la qualità all’estensione, permettendo a ciascun allievo di essere seguito da tutor e docenti con un’attenzione quasi artigianale.
Il programma alternerà teoria e pratica, con dieci moduli distribuiti in 1500 ore di lavoro. Non basterà imparare sui libri: chi seguirà il master passerà presto dal piano dello studio a quello dell’azione, con esercitazioni su corpi anatomici, Il programma prevede momenti di affiancamento in sala operatoria e sessioni pratiche su tecnologie d’avanguardia, che spaziano dall’uso del robot chirurgico alle metodiche a ridotta invasività. Non mancheranno le esperienze nei laboratori di San Miniato, già allestiti per ospitare esercitazioni su modelli reali e virtuali.
I docenti che guideranno il master sottolineano un punto: oggi non esistono più barriere anagrafiche per chi ha perso l’udito. Dall’infanzia fino all’età avanzata, gli impianti uditivi permettono a migliaia di persone di recuperare capacità sonore e qualità della vita. Formare specialisti significa quindi rispondere a una vera emergenza sociale, non a una nicchia.
Il sostegno economico arriva dal fondo Andreotti & Brusone, che ha scelto Siena come luogo simbolico per lanciare questa sfida. La decisione non riguarda solo la tecnica, ma il valore umano: dare a giovani chirurghi gli strumenti per affrontare operazioni complesse e restituire voce e ascolto a chi li aveva perduti.
L’università senese inserisce così un tassello prezioso nella propria offerta di alta formazione, che per il prossimo anno conterà quasi cinquanta master tra primo e secondo livello. Ma quello sull’orecchio e sul basicranio resterà un unicum: un laboratorio di conoscenza che intreccia precisione, innovazione e responsabilità.
Le iscrizioni sono aperte fino al primo ottobre. E per i pochi che entreranno, il viaggio sarà intenso: dieci moduli, una tesi finale e soprattutto la possibilità di trasformare lo studio in esperienza concreta. Perché a Siena, stavolta, non si insegna soltanto a operare: si insegna ad ascoltare.
Last modified: Settembre 4, 2025


