Siena — C’è un’età, nella vita degli artisti, in cui tutto sembra ancora incompiuto eppure già inevitabile. È l’età in cui Antonio De Curtis camminava per Napoli con quella leggerezza sghemba che solo i ragazzi dei quartieri popolari sanno portare, inconsapevole del fatto che un giorno il mondo lo avrebbe riconosciuto come Totò, e che la sua faccia, le sue smorfie e la sua malinconia comica sarebbero diventate un archivio nazionale di memoria e umanità.
di Valeria Russo
A questa stagione della sua vita guarda lo spettacolo che approda al Teatro dei Rozzi, all’interno del cartellone Sipario Blu dei Teatri di Siena. Un titolo che assomiglia a un sussurro affettuoso: Il Piccolo Principe in arte Totò. Sul palco ci saranno Antonio Grosso e Antonello Pascale, chiamati a restituire non il monumento, ma il ragazzo. Non la leggenda, ma la vulnerabilità da cui quella leggenda è sorta.
La storia raccontata è quella di un giovane cresciuto tra privazioni e desideri sproporzionati, che inseguiva il teatro come si insegue un modo per respirare meglio. Nei suoi primi passi si intrecciano la necessità e la fantasia, due ingredienti che solo a Napoli riescono a fondersi senza mai confondersi. Lo spettacolo attraversa l’adolescenza incerta, i primi palcoscenici improvvisati, gli incontri mancati e quelli decisivi, la fame d’arte che lo portò lontano e poi di nuovo vicino, sempre in equilibrio tra comicità e ferita.
Non mancano i viaggi, gli amori, i rimpianti, le delusioni che si portano dietro le carriere costruite a fatica. E soprattutto emerge il rapporto con il pubblico, quel filo invisibile che Totò ha sempre trattato come un patto sacro, quasi una forma di gratitudine ininterrotta. La scena mette a nudo la sua doppiezza luminosa: l’uomo e il personaggio, l’ingenuità e la maschera, la fragilità e la risata che salva tutto.
Il testo e la regia sono firmati da Antonio Grosso, che costruisce un racconto intimo più che celebrativo. Le scene e i costumi di Marco Maria Della Vecchia definiscono un universo essenziale, quasi sospeso, mentre le luci di Giacomo Aziz accompagnano il passaggio dal buio delle origini alla luce del palcoscenico. L’immagine coordinata porta la firma di Michele Fierro, e la produzione è curata da 3ATRO Produzione & Distribuzione, garanzia di un’impostazione solida e rispettosa.
Per scoprire orari, biglietti e tutto ciò che riguarda la stagione dei Teatri di Siena, resta a disposizione il sito ufficiale, che custodisce il cartellone come un’agenda segreta da sfogliare con calma.
E Totò, il piccolo principe diventato re della risata, torna così sul palco dove più gli appartiene: quello in cui l’intimità di un ragazzo di Napoli riesce ancora a commuovere, sorprendere, far ridere e, soprattutto, far pensare.
Last modified: Novembre 24, 2025

