Scritto da 11:03 pm Siena, Attualità, Top News

Il drappellone di De Grandi e l’emozione che supera il protocollo

Siena (domenica, 10 agosto 2025) — Nella sala gremita per la presentazione del Palio di Francesco De Grandi, il volto del sindaco Nicoletta Fabio ha tradito, più di ogni parola, la tensione e la gioia di una contradaiola doc. Il ruolo impone compostezza, ma a tratti le mani tra i capelli o sugli occhi hanno parlato per lei: segni di un’emozione che nessuna etichetta istituzionale può davvero imbrigliare.

di Valeria Russo

Ha ammesso di essersi lasciata andare più del solito, concedendo spazio a quella parte di sé che non è solo primo cittadino, ma anche donna profondamente legata a Siena e alle sue tradizioni. Un’umanità che, dice, forse è stata colta e compresa.

Il Palio di quest’anno, ha spiegato, le ha offerto l’occasione di condividere anche un legame familiare più intimo: quello con la Sicilia, terra di origine del nonno paterno, evocata dall’opera dell’artista. E, parlando del Drappellone, ha preferito lasciare il giudizio tecnico a chi di dovere, limitandosi a riconoscere la qualità della scelta e a confessare di essersi sorpresa: si aspettava più natura, presente in molti lavori di De Grandi, ma ha trovato il risultato sorprendente.

Dalla composizione complessiva ai dettagli minuziosi — come gli stemmi delle contrade o le scritte dal sapore manuale, disposte con apparente casualità — ogni elemento le è sembrato frutto di una logica estetica raffinata.

Per il Prefetto Valerio Massimo Romeo, seduto tra i presenti, era un primo assaggio di quell’universo regolato da riti e gesti che solo il Palio conosce.
E in quella stessa sala, l’attenzione si è posata sulle sarte: custodi invisibili che, con la pazienza di chi ricama il tempo, hanno intrecciato trame e sfumature fino a trasformarle in un drappellone pulsante di vita.

Le mani che hanno cucito quel drappellone hanno ricevuto un applauso che somigliava più a un abbraccio collettivo: il suono era soltanto la forma, la sostanza era il riconoscimento di un impegno cresciuto punto dopo punto.

Anche per lui è stata una prima volta intensa: l’incontro con priori e capitani, la tensione percepibile in ogni sguardo, l’atmosfera densa di storia. Ha descritto la sensazione come un’esperienza irripetibile, un incontro raro con un drappellone capace di sorprenderlo per armonia e originalità.

In quella mattina, tra l’arte e la ritualità, tra la compostezza ufficiale e le emozioni che filtravano dagli sguardi, il Palio ha ancora una volta dimostrato di essere qualcosa di più di una tradizione: un collante potente, capace di unire istituzioni e cittadini in un unico, irripetibile respiro collettivo.

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Last modified: Agosto 10, 2025
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