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Flotilla fermata al largo di Gaza: 40 italiani tra gli attivisti arrestati, ombre sulla nave Mikeno

Siena (giovedì, 2 ottobre 2025) — La traversata della Flotilla, partita dalla Turchia per tentare di raggiungere Gaza, si è interrotta bruscamente a meno di settanta miglia dalla costa.

di Valeria Russo

Le unità della Marina israeliana hanno intercettato la maggior parte del convoglio – circa quaranta imbarcazioni su quarantasette – impedendo loro di proseguire. L’operazione è stata presentata da Tel Aviv come un’azione di controllo e sicurezza, volta a impedire che il blocco navale venisse aggirato.

Tra i fermati figurano anche quaranta cittadini italiani. Saranno condotti nel porto di Ashdod e da lì espulsi verso i Paesi d’origine. L’episodio ha sollevato preoccupazioni immediate sulla sorte degli attivisti, mentre resta aperto un enigma sulla Mikeno, una delle imbarcazioni di cui si sono persi i contatti con gli organizzatori.

La Flotilla, denominata Global Sumud, aveva preso il largo dal porto di Arsuz, nella provincia turca di Hatay. Quarantacinque barche civili con bandiere palestinesi e turche si erano mosse verso la Striscia di Gaza con l’obiettivo dichiarato di rompere l’isolamento e portare sostegno simbolico e materiale. La missione aveva attirato l’attenzione di media e governi sin dalla partenza, rievocando i precedenti del 2010 e degli anni successivi, quando altri convogli furono intercettati in circostanze analoghe.

In Italia, la vicenda ha avuto immediate ripercussioni politiche. Le parole del governo hanno sottolineato come iniziative di questo tipo rischino di aggravare tensioni e mettere a rischio cittadini italiani senza produrre benefici concreti per la popolazione palestinese. Nel frattempo, sindacati di base e la Cgil avevano annunciato uno sciopero generale in segno di protesta, ma la Commissione di garanzia lo ha dichiarato illegittimo per mancanza dei tempi minimi di preavviso previsti dalla legge.

Sul fronte internazionale, i negoziati proseguono. Mediatori arabi avrebbero avuto contatti diretti con Hamas sul cosiddetto piano statunitense volto a porre fine alla guerra di Gaza. Secondo fonti vicine al tavolo, la risposta del movimento armato sarebbe orientata verso un’accettazione con riserva, accompagnata dalla richiesta di modifiche sostanziali alla proposta.

Il destino della Flotilla e la sorte degli attivisti fermati diventano così un tassello di un mosaico più grande: il conflitto in corso, il fragile equilibrio diplomatico e la tensione crescente nelle piazze europee. Ogni abbordaggio in mare si traduce in nuove polemiche politiche, nuove mobilitazioni e nuove domande sul ruolo della comunità internazionale di fronte a Gaza e al suo assedio permanente.

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Last modified: Ottobre 2, 2025
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