Siena (venerdì, 18 luglio 2025) — Non serve gridare per arrivare terzi. L’Università di Siena, anche quest’anno, si ritrova in cima – non la vetta assoluta, certo, ma quella posizione intermedia che somiglia più a una scelta che a un limite: terza tra gli atenei medi italiani, nella classifica Censis. Due gradini più su rispetto all’anno scorso, come chi sale una scala antica con il rispetto dovuto ai gradini consumati.
di Valeria Russo
Un risultato che non ha bisogno di manifesti. L’Ateneo senese si piazza bene, molto bene, nelle categorie che contano per chi vive l’università giorno per giorno, senza troppi effetti speciali: servizi, strutture, internazionalizzazione. Cose concrete, misurabili, anche un po’ noiose. Ma chi ha fatto l’università sa che la differenza la fa proprio la noia ben fatta: una mensa che funziona, una biblioteca aperta quando serve, una stanza in cui sedersi senza litigare per la sedia.
I numeri, poi, raccontano senza entusiasmi. Secondo posto per i servizi, terzo per le strutture, terzo anche per la capacità di guardare fuori dai confini. I corsi in inglese sono diciannove, quelli con doppia laurea internazionale sono nove. Studenti stranieri in aumento, partenze Erasmus che non si contano più. Siena, insomma, non è solo Piazza del Campo e chiacchiere sul Palio: è anche un posto dove ci si può laureare senza sentirsi in una riserva.
Ci sono premi anche per ciò che non si vede subito: i servizi digitali, ad esempio, salgono a 92 punti. Non è una voce poetica, ma chi ha mai litigato con una piattaforma online per caricare un documento capisce bene quanto valga.
Alcuni ambiti brillano più di altri. Odontoiatria sale al primo posto tra le lauree a ciclo unico. Educazione e formazione si prende il secondo posto tra i corsi triennali. Nessuno farà fuochi d’artificio per questo, ma è roba seria: dietro c’è studio, c’è metodo, c’è chi si sveglia la mattina per far funzionare un’aula 2.7 che non compare mai nei dépliant promozionali.
E mentre tutto questo accade, l’offerta formativa si allarga come un vestito cucito addosso alla città. Per il 2025/2026 i corsi saranno settantanove. Un numero quasi goffo, ma pieno di vite in movimento. Tra le novità, un corso in Biotech Engineering for Health, tutto in inglese, che pare uscito da una start-up di Boston ma prenderà forma tra le mura senesi. Ad Arezzo, invece, due nuovi corsi incroceranno cultura, territorio, diritto e turismo, parole che insieme sembrano una poesia economica.
Le iscrizioni sono aperte. Per i corsi a numero chiuso bisognerà attendere ancora un po’. Ma chi ha deciso di restare, di cominciare, di ripartire da qui, sa che non è una questione di primati.
Last modified: Luglio 18, 2025

