Siena (giovedì, 24 luglio 2025) — A Siena si sta provando a fare una cosa semplice e ambiziosa insieme: dare voce ai giovani, senza aspettare che diventino grandi. Lo si fa con uno strumento nuovo, pensato non per l’emergenza ma per restare: una consulta comunale che metta in contatto diretto le generazioni che crescono e le istituzioni che le rappresentano.
di Valeria Russo
Un luogo, per quanto virtuale o simbolico, in cui le ragazze e i ragazzi possano portare pensieri, domande, desideri, anche critiche, senza doverle tradurre in linguaggi adulti. Un organismo con regole, certo, ma anche con l’idea che partecipare non sia solo un dovere: possa essere, ogni tanto, anche un diritto.
Il percorso che ha portato alla nascita di questa consulta è stato condiviso fin dall’inizio. Non una proposta calata dall’alto, ma un cammino fatto insieme, in cui gli stessi ragazzi hanno contribuito a definire lo spazio che andranno ad abitare. È una scelta di metodo, oltre che di contenuto: coinvolgere chi poi dovrà prendersi cura di ciò che nascerà.
Secondo il regolamento approvato in Consiglio comunale, potranno farne parte giovani tra i 16 e i 23 anni. Non solo residenti, ma anche studenti che vivono la città attraverso la scuola, l’università, lo sport, il volontariato, la cultura. Il criterio non è l’anagrafe, ma il legame con il territorio.
Si tratta, dunque, di un primo passo. Un passo che apre, non chiude. Dopo l’estate – tra settembre e ottobre – verrà pubblicato un invito ufficiale a partecipare. Sarà il momento in cui l’idea potrà trasformarsi in esperienza. E lì si capirà se davvero esiste, in città, una generazione disposta non solo a farsi ascoltare, ma anche a prendersi la responsabilità di dire qualcosa.
Per ora, Siena ha messo sul tavolo l’intenzione. Con uno strumento che prova a non essere solo formale.
Last modified: Luglio 24, 2025

