Siena (martedì, 27 gennaio 2026) — A Siena il Carnevale non arriva come una parentesi rumorosa da archiviare in fretta. Arriva piuttosto come un invito gentile a cambiare passo, a spostare lo sguardo, a concedersi il lusso del gioco. Si chiama Mi ci gioco la maschera ed è una rassegna diffusa che attraversa il centro storico e alcuni luoghi simbolici della città, trasformandoli per qualche giorno in spazi aperti alla musica, al teatro, alla danza e alla leggerezza condivisa.
di Valeria Russo
Il progetto, approvato dalla Giunta comunale, sceglie un Carnevale senza recinti, pensato per chi è piccolo, per chi accompagna, per chi passa e decide di fermarsi. Un programma che mescola linguaggi e generazioni, affidato alla direzione artistica dei Teatri di Siena, e che fa del gioco una cosa seria, anzi necessaria.
Si parte giovedì grasso, il 12 febbraio, con un pomeriggio che accende il cuore della città. Piazza del Campo e il Cortile del Podestà diventano luoghi di colori, maschere improvvisate, trucchi e giochi che non chiedono età anagrafica. Poco distante, a Fonte Gaia, la musica prende il comando con dj set e balli, mentre dalle strade del centro si muove uno spettacolo itinerante fatto di danza, giocoleria e bolle di sapone. Artisti di strada che non cercano il palco, ma lo costruiscono camminando.
Sabato 14 febbraio il Carnevale cambia tono senza perdere il sorriso. L’allegria entra in uno dei luoghi più delicati della città, la Casa di Riposo Campansi, dove l’animazione diventa gesto di attenzione e compagnia. La giornata prosegue poi in Fortezza Medicea, con una serata musicale dedicata ai più giovani, a ricordare che il Carnevale non è solo memoria, ma anche presente che pulsa.
Il martedì grasso, il 17 febbraio, arriva come un piccolo finale collettivo. In Piazza del Campo, alla Fonte Gaia, va in scena una giostra di teatro e musica che richiama la Commedia dell’Arte, tra personaggi che parlano di pace, amore e libertà con il linguaggio antico e sempre attuale del gioco teatrale. Nel corso del pomeriggio le esibizioni si danno il cambio senza fretta, ritornano più volte, insistono, come fanno le cose pensate per non appartenere a pochi ma per farsi incontrare da chiunque passi.
Nel frattempo, il Carnevale entra anche a teatro. Al Teatro dei Rinnovati, per tutta la settimana, il cartellone propone Gli innamorati di Goldoni, in un allestimento che restituisce alla commedia la sua sorprendente modernità. Un testo che parla di sentimenti, equivoci e fragilità con una lucidità che non ha perso smalto, nemmeno dopo secoli.
Mi ci gioco la maschera non chiede di nascondersi. Al contrario, suggerisce che dietro ogni maschera c’è spazio per dire qualcosa di vero, magari ridendo. La città si trasforma così in un palcoscenico diffuso, dove il confine tra chi guarda e chi partecipa si fa sottile. Per qualche giorno Siena si concede questo esperimento semplice e prezioso: giocare insieme, senza prendersi troppo sul serio, ma prendendo sul serio il piacere di stare insieme.
Last modified: Gennaio 27, 2026


