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Un utensile in mano e un posto nel mondo: l’integrazione parte da Chianciano

Siena (venerdì, 25 luglio 2025) — A Chianciano Terme, in provincia di Siena, si prova a costruire qualcosa che vada oltre l’accoglienza. Non un modello da esportare, forse. Ma un gesto concreto, che prende forma nei parchi e lungo le strade.

di Valeria Russo

Otto migranti ospiti dei Centri di Accoglienza Straordinaria hanno iniziato in questi giorni un’attività di pubblica utilità al fianco degli operai del Comune. Si occupano della manutenzione del verde, della pulizia degli spazi, della cura quotidiana di ciò che tutti usano ma pochi notano. Lo fanno su base volontaria, con discrezione, senza foto né fanfare.

L’iniziativa nasce su impulso del Comune di Chianciano Terme, con il coordinamento della consigliera delegata all’Immigrazione e alla solidarietà, Clori Bombagli. È un progetto-pilota che durerà due mesi, una prima fase pensata per capire se e come sia possibile trasformare la convivenza in qualcosa di più: collaborazione, scambio, fiducia reciproca.

Non c’è compenso, né obbligo. C’è l’idea che partecipare a un bene collettivo sia già di per sé una forma di restituzione, e insieme un’opportunità. Per chi arriva da altrove e fatica a trovare un posto nella mappa. Per chi vive qui da sempre e magari non si è mai chiesto chi sia il ragazzo che passa ogni mattina con la bici al semaforo. Adesso è possibile incrociare quei volti nei luoghi più familiari, mentre spostano ramaglie, sistemano cespugli, o puliscono un’aiuola insieme agli addetti comunali, senza più la distanza muta dell’attesa.

La sindaca Grazia Torelli ha voluto che il progetto fosse sostenuto dall’amministrazione comunale nella sua interezza. Non come gesto simbolico, ma come atto politico quotidiano: fare dell’integrazione un lavoro reale, tangibile. La partecipazione, qui, passa da una pala, una scopa, uno sguardo che si incrocia.

Non è assistenzialismo. È responsabilità condivisa. Arrivano da altrove, da luoghi che raramente finiscono sulle cartoline. Hanno attraversato confini, mari e silenzi. E adesso, con addosso giubbini da lavoro e mani impolverate, cominciano a lasciare un segno anche qui, tra le siepi dei parchi e l’asfalto dei parcheggi. Ma oggi hanno un compito, uno spazio, una possibilità. E Chianciano, nel suo piccolo, ne trae qualcosa: ordine, cura, una nuova forma di comunità.

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Last modified: Luglio 25, 2025
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