Scritto da 4:18 pm Siena, Attualità, Cronaca

Un presidio contro la fragilità economica

Siena (mercoledì, 28 gennaio 2026) — Il credito, quando funziona davvero, non fa clamore. Non promette miracoli, non salva il mondo, non risolve tutto. Fa una cosa più semplice e più difficile insieme: arriva nel momento giusto, a chi non avrebbe altre porte da bussare. È da qui che parte l’incontro dedicato al microcredito di solidarietà promosso da Officina Solidale, in programma venerdì 30 gennaio alle 18 nella sede di via Bernardo Tolomei, a Siena.

di Valeria Russo

L’appuntamento, aperto alla città, nasce per raccontare una realtà che in Italia ha pochi paragoni e che lavora lontano dai riflettori. Il microcredito non è una scorciatoia né una beneficenza travestita da prestito. È uno strumento pensato per chi attraversa una difficoltà temporanea e non rientra nei criteri rigidi del credito tradizionale, ma conserva la capacità e la volontà di rimettersi in cammino.

A parlarne saranno il presidente Giorgio Pernici, il direttore generale Camillo Latto e il consigliere di amministrazione Gianni Tiberi. Insieme porteranno l’esperienza di un sistema costruito nel tempo, fatto di ascolto prima ancora che di numeri. Un sistema che si regge su una rete capillare di centri di ascolto diffusi nella provincia di Siena e in quelle di Grosseto, Arezzo e Massa Carrara, luoghi in cui le richieste non vengono archiviate come pratiche, ma accolte come storie.

Il microcredito intercetta bisogni concreti: una spesa imprevista, un passaggio difficile, un progetto che rischia di restare fermo per mancanza di liquidità. Non si rivolge a chi chiede scorciatoie, ma a chi chiede tempo e fiducia. A persone escluse dai canali bancari ordinari, eppure ancora capaci di assumersi un impegno, di costruire un percorso, di usare il denaro come mezzo e non come fine.

In questo equilibrio fragile tra aiuto e responsabilità sta la forza del microcredito di solidarietà. Non elimina la fatica, non cancella i problemi, ma prova a rimettere ordine quando tutto sembra sfalsato. Restituisce dignità alla parola prestito, togliendole l’eco del sospetto e rimettendola nel campo delle relazioni.

L’incontro di Officina Solidale serve a questo: a spiegare come funziona una forma di sostegno che non alza la voce, ma tiene aperta una possibilità. In tempi in cui la povertà è spesso raccontata per slogan o statistiche, fermarsi a parlare di strumenti concreti, misurati e umani diventa già una forma di resistenza civile.

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Last modified: Gennaio 28, 2026
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