Siena (lunedì, 1 dicembre 2025) — A Sarteano, dicembre non arriva mai in punta di piedi. Arriva lavorando: mani che montano allestimenti, artisti che entrano ed escono dai musei, volontari che aprono porte e finestre per far passare aria nuova dentro tradizioni molto antiche.
di Valeria Russo
Così prende forma il calendario “L’Arte nella natività”, una specie di viaggio diffuso che attraversa il paese per un mese intero e pretende di dire qualcosa sia al presente sia alla memoria collettiva.
Il primo tassello si accende nella Sala Mostre Comunale il 6 dicembre. Lì, Giuseppe Ragazzini porta la sua idea di gioco serio: un’installazione che mescola tecnologia e pittura e invita chiunque, a partire dai piccoli, a comporre immagini nuove a partire da frammenti di storia dell’arte. Un esercizio che sembra un passatempo, ma è in realtà un invito a guardare le opere con occhi più audaci. Le sue scenografie animate accompagneranno anche Omar Pedrini nella performance inaugurale, e la sua Natività — un’illustrazione limpida e contemporanea — è stata scelta come immagine ufficiale dell’intero calendario.
Nello stesso giorno prende corpo un altro percorso, quello dei presepi curato da Stefano Rappuoli. Il collezionista torna a Sarteano dopo mostre importanti e propone un tema che gli sta chiaramente a cuore: “Tradizione e innovazione”. È un percorso con quattro tappe nel cuore del paese, dove convivono i presepi napoletani del Settecento custoditi nell’antica farmacia Bologni e le scene vivide e quotidiane raccontate da Alfonso Pepe, piene di umanità e piccole emozioni. Accanto a queste visioni, i diorami che ripercorrono gli episodi della vita di Gesù e la collezione rinnovata del Museo dei Presepi dal Mondo compongono una sorta di racconto in più lingue, che parla a ognuno in modo diverso.
Il giorno dopo, il Museo Civico Archeologico apre un nuovo capitolo: la mostra “Disegno. Idea e opera”, di Giulia Ciacci e Mattia Rossi, curata da Stella Severini. Qui non si cerca lo spettacolo, ma la radice stessa dell’immagine. Il disegno come primo gesto, come ipotesi messa sul foglio, come ponte tra intuizione e forma compiuta. Le opere dei due artisti chiedono silenzio e attenzione, e ripagano con un percorso essenziale, quasi meditativo, che resterà visitabile fino all’11 gennaio.
Sarteano costruisce così un mese che non è fatto solo di luci e riti ripetuti, ma di idee che circolano, di incontri che si rinnovano e di spazi che si aprono. Tutto il programma è raccolto su Sarteanoliving.it, ma la vera sostanza di questo Natale sta nella possibilità di perdersi un po’ e lasciarsi guidare dalle cose belle, una dopo l’altra, senza preavviso.
Last modified: Dicembre 1, 2025

