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Un bene strappato all’illegalità diventa casa di comunità a Ponte a Tressa

Siena (sabato, 9 agosto 2025) — A Ponte a Tressa, il prossimo 11 agosto alle 18.30, una porta si aprirà su un luogo che fino a poco tempo fa raccontava una storia diversa. In via Lelio Basso 152, dietro una saracinesca che un tempo apparteneva a una società immobiliare legata alla criminalità organizzata, nascerà il nuovo Circolo Arci.

di Valeria Russo

Non un semplice trasferimento di sede, ma la trasformazione di un bene confiscato in presidio vivo di legalità, cultura e partecipazione.

Dove prima c’era silenzio e opacità, troveranno posto assemblee, incontri, progetti per giovani e adulti, con la forza di uno spazio restituito alla collettività. A tagliare il nastro ci saranno rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo: Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Paolo Gorelli alla guida del Circolo, il sindaco di Monteroni d’Arbia Gabriele Berni, la presidente di Arci Siena Serenella Pallecchi e l’assessore regionale alla cultura della legalità Stefano Ciuoffo. Al termine, un rinfresco offrirà un momento informale di incontro, per brindare a una rinascita che è soprattutto un segnale.

Il sindaco Berni ha parlato di “atto di giustizia e responsabilità”, ricordando che insieme al Circolo vengono restituiti alla comunità anche sette appartamenti. Quattro saranno assegnati tramite graduatoria per l’edilizia popolare, uno sarà destinato alle emergenze abitative, uno ospiterà attività commerciali con scopo sociale e uno continuerà a essere utilizzato dalla Pubblica Assistenza.

Per Serenella Pallecchi, questa è una prima volta storica: nessun altro circolo della provincia di Siena aveva ricevuto in gestione un bene sottratto alla criminalità. La presidente vede in questi locali un futuro fatto di cultura e socialità, con un’attenzione speciale ai giovani e ai percorsi di educazione alla legalità. Ha voluto ringraziare i dirigenti e i soci che hanno reso possibile il progetto, sottolineando che l’antimafia sociale non nasce da grandi gesti isolati, ma dal lavoro costante di chi ogni giorno crea legami e difende la democrazia nei luoghi di vita quotidiana.

Il messaggio che arriva da Ponte a Tressa è chiaro: la legalità non è un concetto astratto, ma un terreno che si coltiva insieme, passo dopo passo, fino a cambiare il volto di uno spazio e, con esso, il destino di una comunità.

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Last modified: Agosto 9, 2025
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