Siena (giovedì, 31 luglio 2025) — Una nuova scadenza segna il calendario degli albergatori europei: il 29 agosto 2025. Entro quella data sarà ancora possibile unirsi all’iniziativa collettiva contro Booking.com, nata per contrastare anni di pratiche commerciali giudicate scorrette da numerosi soggetti del settore ricettivo.
di Valeria Russo
La questione ruota attorno a una dinamica ben nota a chi gestisce hotel: l’impossibilità, per lungo tempo, di proporre prezzi più convenienti sui propri canali rispetto a quelli imposti dalla piattaforma online. Quella che è passata alla storia come “clausola di parità” è ora al centro di una controversia legale su scala continentale, dopo che una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sollevato gravi dubbi sulla legittimità di tale vincolo.
In risposta a questo scenario, un gruppo sempre più vasto di associazioni di categoria ha scelto di agire. Un’azione condivisa sta prendendo forza nel panorama dell’ospitalità europea: a promuoverla è un fronte composto da realtà alberghiere di tutta Europa, che hanno unito gli sforzi per avviare una causa collettiva senza precedenti, con il sostegno anche di Federalberghi e di decine di sigle nazionali.
Al centro della contestazione ci sono regole contrattuali che, secondo chi ha aderito all’iniziativa, avrebbero ridotto l’autonomia degli albergatori e innalzato artificialmente i costi di intermediazione, alterando il gioco della concorrenza a tutto svantaggio delle strutture.. In alcuni casi, queste avrebbero superato un terzo del prezzo di una singola prenotazione. Un sistema che ha pesato su un intero comparto, comprimendo i margini e rendendo più difficile il rapporto diretto tra struttura e cliente.
A sostenere l’azione non ci sono solo le sigle storiche del settore, ma anche una rete di legali ed economisti specializzati in diritto della concorrenza, coordinati dalla piattaforma Hotel Claims Alliance. L’obiettivo è duplice: ottenere un risarcimento economico e, al tempo stesso, riaffermare un principio di equità nelle relazioni commerciali online.
In questo contesto, l’estensione dei termini per aderire rappresenta una finestra decisiva. Il prolungamento – deciso anche per agevolare chi lavora a pieno ritmo durante la stagione estiva – offre un’opportunità ulteriore agli albergatori che ancora non hanno aderito. La procedura è semplice, totalmente gratuita e non comporta alcun rischio per i partecipanti, grazie al supporto di fondi dedicati che coprono integralmente le spese legali.
Siena e la sua provincia non fanno eccezione. Le strutture locali, spesso esposte a dinamiche di mercato particolarmente sbilanciate, possono scegliere di essere parte attiva di questa mobilitazione europea. Per entrare nella procedura, basta accedere al sito www.mybookingclaim.com, dove è possibile completare l’intero percorso in autonomia, con istruzioni chiare e strumenti già pronti all’uso. Anche Confcommercio Siena ha messo a disposizione indicazioni pratiche sui propri spazi online.
In gioco non c’è solo un risarcimento, ma la possibilità concreta di ridefinire i rapporti tra ospitalità e intermediazione digitale. Perché quando le regole diventano sbilanciate, non basta adattarsi. A volte, serve alzare la testa.
Last modified: Luglio 31, 2025

